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Tirrenia, presidio a Napoli

NAPOLI (di Giuliano Pennacchio). Un centinaio di lavoratori, di attivisti sindacali, di rappresentanti di forze politiche erano presenti al presidio/assemblea, promosso dall’Unione Sindacale di Base, questa mattina al Rione Sirignano, sotto il palazzo della direzione amministrativa della compagnia del trasporto sul mare.

UBS ha lanciato la mobilitazione contro i rischi della vendita a pezzi della Tirrenia. I 2000 lavoratori, attualmente in forza, potrebbero subire la stessa sorte di quelli che lavoravano per la compagnia di volo Alitalia. Infatti, anche per la gente di mare della Tirrenia lo ‘spezzatino’ (lo smembramento dell’azienda,con l’alienazione da una parte delle navi, dall’altra la cessione ai privati delle rotte più redditizie – che sono convenzionate dallo Stato), potrebbe causare licenziamenti e tagli i rami di azienda ritenuti in eccedenza dai nuovi acquirenti della Compagnia Italiana di Navigazione.

USB nei prossimi giorni promuoverà un percorso di mobilitazione, a partire dal coinvolgimento degli equipaggi delle navi, per salvaguardare i posti di lavoro e scongiurare ogni ipotesi di spezzatino. Al presidio erano presenti lavoratori di Atitech di Capodichino, della FIAT di Pomigliano, precari della scuola ed esponenti di Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra.

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