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Parthenope e Onaosi: il nuovo accordo sulla residenza universitaria

NAPOLI (di Maurizio Scialdone) – Una nuova sede tutta sua, così l’Ateneo Parthenope decide di festeggiare l’ultimo posto in classifica tra gli atenei italiani. Credere nelle classifiche di questo genere lascia il tempo che trova, ma alcuni dati significativi comunque emergono. Dall’insoddisfazione degli studenti, al numero dei laureati che escono da quelle mura, alla qualità della ricerca.

Università parthenope di Napoli
Università  Parthenope di Napoli

Dopo l’inaugurazione di Palazzo Pakanoski, nuova sede della Parthenope (che prende il nome dall’architetto progettista, attivo a Napoli negli anni ‘50/’60), l’ateneo inaugura anche la nuova residenza studentesca nell’aera dell’ex Manifattura Tabacchi, zona stazione Garibaldi. Il presidente dell’ADiSu Parthenope Maurizio Zuccaro, in un’intervista al giornale “Il Denaro”, racconta l’evoluzione ultima della struttura, dal suo stato poco prima dell’inaugurazione, ai costi di mantenimento stratosferici per una struttura studentesca. Zuccaro, difatti, racconta che una struttura che accolga 180 studenti ha una spesa media annua di 400.000 euro, mentre con le iscrizioni degli studenti ne raccoglie si e no 50.000.

Per risolvere il problema Zuccaro ha chiuso un accordo con l’Onaosi, un ente onlus privato,  che assiste agli studi di orfani di medici, odontoiatri, farmacisti e veterinari, nato negli ultimi ani del ‘800 grazie ad un medico, Luigi Casati. L’Onaosi, prende 100 dei 180 posti letto della residenza studentesca per la modica cifra di 500.000 euro annui e il problema di gestione è risolto.

Ma cos’è l’Onaosi? E’ un ente onlus, Opera Nazionale per l’Assistenza agli Orfani dei Sanitari Italiani, che dal 1901 riceve contributi da privati cittadini impiegati ed iscritti agli albi professionali di quelle categorie in strutture pubbliche. Medici, farmacisti, veterinari, ecc… Sul sito Onaosi, infatti, c’è tutta la storia dell’ente, pubblico dalla fondazione al 1995 e dal 1995 in poi struttura privata. L’Onaosi, i cui fini sono nobilissimi, però rivela un’anomalia. Si dichiara ente privato, ma i contributi sono pubblici ancorchè obbligatori tanto da attirare l’attenzione della trasmissione “Report” della Gabbanelli. Cos’è successo?

E’ successo che nella manovra finanziaria del 2003 (art.52 L.289 del 27/12/02) il Senatore Ronconi in quota al PDL (che nell’intervista a Report rivendica con orgoglio l’idea) ha pensato bene di far diventare obbligatorio il contributo estendendolo a tutti gli iscritti agli albi, quindi non più solo ai dipendenti di strutture sanitarie pubbliche.

L’Onaosi si è ritrovata con una platea di contribuenti passata dai circa 150 mila soggetti a più o meno 450.000 obbligati a versare la nuova “tassa” senza che nessuno ne fosse al corrente e senza, soprattutto, che il testo di legge fosse passato neanche in Commissione Sanitaria. Il presidente Federfarma Nicola Siri parlò di colpo di mano. Molti medici e farmacisti si sono domandati perchè l’Onaosi e non altre strutture, magari più bisognose o di pari meriti.

L’allora presidente Onaosi, Aristide Paci, ammise candidamente che l’Onaosi incassava molto più di quanto spendesse, cosa quanto meno singolare per un ente onlus, dotato di diverse sedi, oltre a centri vacanze per i medici e dipendenti. Il “parco” contribuenti si era triplicato per legge, ma l’associazione seraficamente faceva sapere di aver abbassato l’entità del contributo. Ancora più singolare è, infatti, come raccontava ancora Report,  che nel testo di legge si evinceva a chiare lettere che l’importo del contributo era stabilito dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente e non dal Governo.

Fatto sta che nel 2006 alcuni farmacisti e medici si sono visti recapitare addirittura cartelle esattoriali per i contributi obbligatori relativi al triennio 2003/2006 non versati alla Onaosi. Un Ente Onlus che usufruisce per legge di contributi obbligatori ed è beneficiario di cartelle esaattoriali !!! Lo stesso Senatore Schifani, sempre PDL (probabilmente una volta capita l’entità del guaio), chiamato in causa dal senatore Ronconi, disse di non essersi occupato della cosa. Dal 2003 al 2006 è stato un susseguirsi di ricorsi al TAR di tutte le categorie, fino a sfociare in un’inchiesta parlamentare così come racconta Milena Gabanelli nella sua trasmissione dell’8 maggio 2005.

Nello stesso 2006 però c’è la svolta, il contributo Onaosi ritorna ad essere per legge obbligatorio solo per i dipendenti sanitari pubblici.

Ma c’è dell’altro. L’Onaosi ha diverse sedi, ed esercita attività commerciali in proprietà di gradevoli centri vacanze, offerti a pagamento a prezzi ridotti ai sanitari contribuenti o ai loro figli. Quindi diventa difficile da capire come tale offerta turistica, e dunque commerciale, possa avere a che fare con la “mission” originaria di assistenza agli orfani.

Nel 2011 l’Onaosi finisce sotto vigilanza della Commissione Bicamerale: citando un articolo del “il Sole 24 Ore” del 01/10/11 “nell’indagine conoscitiva sui portafogli finanziari delle casse di previdenza (gennaio 2011), Onaosi emergeva tra quelle con la più alta percentuale (3,51%) di esposizione sulla fallita Lehman Brothers rispetto al patrimonio complessivo”. Secondo lo stesso articolo l’Onaosi, a seguito di accordo stragiudiziale, ha ottenuto un rimborso da Fineco Bank (gruppo Unicredit) di 3 milioni di euro su bond di 10 milioni di euro svalutato del 90%. E’ evidente, in ogni caso, che come soggetto privato l’Onaosi dei suoi soldi può farci quello che vuole.

Ancora oggi sul sito dell’Ordine dei Medici alla voce “Contribuenti obbligatori” si legge: “Sono contribuenti obbligatori tutti i Medici Chirurghi ed Odontoiatri, i Medici Veterinari ed i Farmacisti iscritti ai rispettivi Ordini Professionali italiani che prestano servizio presso Pubbliche Amministrazioni”.

Pur con tutto il rispetto per gli orfani delle categorie citate, si può immaginare cosa, per esempio, potrebbe fare Emergency, o Medici senza Frontiere con un contributo obbligatorio. Perché, quindi, solo l’Onaosi?

Fonti:

http://www.napolitoday.it/economia/classifica-universita-sole-24-ore-maglia-nera-napoli.html

http://www.ordinefarmacisti.bari.it/files_rs/Onaosi%20%20ricorso.pdf

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Norme%20e%20Tributi/2009/casse-previdenza-bilanci/epap/2011/10/01/8_C.shtml?uuid=4af44826-ebf2-11e0-96ff-3f15d1223c3a&DocRulesView=Libero

http://www.medicidiercolano.it/no_onaosi.asp

http://www.ordinemediciap.it/news/news_dettaglio.cfm?id=1153

http://doppiocieco.blogspot.it/2008/09/il-furto-dellonaosi.html

http://www.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-1fa52fb0-bd36-438e-86af-3ff00c08f4e5.html?refresh_ce

http://denaro.it/blog/2013/09/07/parthenope-le-residenze-sono-2-0-zuccaro-prima-di-me-cose-da-striscia-la-notizia/

http://www.corriereuniv.it/cms/2013/05/parthenope-pronta-la-prima-residenza-universitaria-domani-un-convegno/

http://www.onaosi.it/WOnaosiResources/Document/News_e_PrimoPiano/Documenti/60-Bilancio_sociale_2012.pdf

http://www.onaosi.it/subpage.jsp?up_div=up_fon&main_lev=h2_fon&sub_lev1=h3_fon&page=fon_nor.jsp

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