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Musica e Spettacolo

Irio & Roberto De Paula, duello a suon di note

Roberto De Paula

ROMA – Due chitarre, due generazioni a confronto ma stesso sangue brasiliano, stessa verve, stessa voglia di fare sempre buona musica. Per la ventottesima stagione concertistica dell’associazione cultura e musica”G. Curci”, sabato 11 febbraio alle ore 21,15, nuovo appuntamento con la grande musica. Irio & Roberto De Paula si presenteranno sul palco del Teatro Curci di Barletta  con un bellissimo concerto di jazz-samba e bossanova, in cui la spiccata brasilianità della coppia di chitarristi si manifesterà in tutta la sua totalità.

Il gusto di incontrare gente in modo spontaneo, peculiarità del popolo brasiliano, così verace e solare, colorato e vivace, proprio come  la musica, verrà rappresentato in tutte le sue sfaccettature durante l’intero concerto.I due de Paula, tenendo fede a questo modo di sentire , si incontreranno sul terreno musicale a suon di note, evidenziando un comune modo di sentire la musica tra loro.Un concerto per niente scontato che ci regalerà incantevoli scorci di Brasile.

Irio De Paula, Superata la  soglia dei settanta anni  con la stessa energia e entusiasmo di un ventenne, continua ad essere un  musicista generoso e un geniale chitarrista. E, fondamentalmente, un timido, ma dietro alla sua apparente ruvidità, alla tentazione di glissare, di non raccontarsi e di affidare alla sua inseparabile chitarra il ruolo di unica depositaria e mediatrice delle proprie emozioni, De Paula nasconde una sensibilità e un’umanità non comuni. E’ ‘ uno straordinario chitarrista, dotato di tecnica e feeling trascendenti (pari solo alla sua modestia d’uomo!) che lo fanno ritenere un maestro, o meglio, ” il Maestro ” da parte di tutti i musicisti (non solo chitarristi) che “lavorano” nel genere brasiliano. Tutta la sua musica (stile strumentale, composizione, senso del ritmo) proviene dalle più pure ed autentiche origini brasiliane (è carioca: nato a Rio de Janeiro) e si colloca a pieno titolo nell’eredità culturale brasiliana la musica popolare del suo paese natale confrontandosi anche con altri patrimoni folkloristici in cui la tradizione afroamericana e quella sudamericana si incontrano e crescono insieme.  Definito dalla critica “il più affascinante dei chitarristi brasiliani“, nella sua lunga carriera, (a soli sei anni già suonava alla radio di Rio in una band con i fratelli: “Os Pinguins de Bangù”) ha suonato con i migliori musicisti del suo paese quali Paulo Moura, Baden Powell, Rauzinho, Dijalma Ferreira, Juarez e tanti altri ancora da Astrud Gilberto a Chico Buarque; ha effettuato numerose registrazioni, più di cinquanta tra CD e LP: «…vero virtuoso dello strumento: suona sia acustico che elettrico con la medesima scioltezza, è bravissimo tanto sulla sei, sulla sette che sulla dodici corde ed è inoltre probabilmente uno dei migliori suonatori al mondo di cavaquinho (strumento tipico brasiliano: una piccola chitarra con quattro corde); e se la cava benissimo anche con la viola dinamica e con le percussioni.» letteralmente risplende nelle bosse, nei samba, nelle ballads toccando ogni brano con passione e con stile raffinati, sì da rendere anche le più vecchie e abusate songs quali “Garota de Ipanema“, “Dindi“, o “A’ felicidade” fresche come fiori di primavera. Su tutti i brani, da quelli di Jobim e Lobo a quelli di sua composizione, egli imprime il marchio della sua personalità, esprimendo nei tempi più mossi, con contagiosa efficacia, la sua irrefrenabile gioia di vivere e, in quelli lenti, il suo mondo introspettivo e malinconico.»

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