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Vittoria pesante: Lecce-Juventus 0-1

Brusciano ( di Carmine Palumbo) – «È importante vincere anche quando non si gioca bene». E’ racchiusa in questa frase dello svizzero  Stephan Lichtsteiner la sintesi della partita di Lecce. Una brutta Juve ha la meglio di un Lecce agguerrito e molto molto dinamico che da filo da torcere ai bianconeri di Conte.

La Juve, appena tornata dal ritiro invernale di Dubai, ha l’occasione di incrementare il proprio score positivo giunto a 16 gare senza subire nessuna sconfitta in campionato. Conte, leccese doc, è stato accolto come un beniamino dai salentini, e decide di schierare Quagliarella al posto di Matri al centro dell’attacco.  “Tonino” ritrova Vucinic, ex della gara, assente dallo scorso 6 dicembre per una lesione muscolare che lo ha messo fuori gioco per il restante 2011 e recupera Pirlo che ha smaltito l’influenza di questi ultimi giorni. Confermato in blocco l’undici titolare schierato secondo l’ormai collaudato 4-3-3 con Marchisio e Vidal al fianco del regista e Pepe e Quagliarella a formare, insieme al montenegrino, il tridente offensivo. Cosmi si affida al talento del giovane colombiano Muriel, autore fin qui di uno splendido campionato personale, e all’esperienza di Di Micheleche fanno coppia lì davanti.

La partita si mette subito male per la vecchia signora che perde Quagliarella dopo venti minuti per una botta al viso che gli procura la frattura dello zigomo,al suo posto entra Matri che si trova subito la palla buona per portare in vantaggio la Juventus,ma il centravanti, a freddo, colpisce in pieno l’estremo difensore  dei pugliesi. Il match è spigoloso perché i ragazzi di Cosmi corrono tantissimo e tolgono il respiro ai centrocampisti bianconeri. Ma al ventisettesimo la Juve passa. Ci ha pensato Matri a correggere in rete un missile di Vucinic momentaneamente parato da Benassi. I bianconeri stringono i denti e capiscono che quei tre punti valgono il doppio visto che a differenza delle ultime gare, la Juventus non è riuscita a imporre il proprio gioco, come testimonia il possesso palla che la vede in lieve vantaggio (52%). L’equilibrio tra le due compagini si rileva anche sulla supremazia territoriale (9’:18’’ per i padroni di casa, 9’:32’’ per i bianconeri) e sulla precisione nei passaggi (63.1% per il Lecce, 69.6% per la Juventus). Ciò nonostante gli 8 tiri in porta (contro i 3 del Lecce) confermano di come la squadra di Conte abbia avuto più occasioni per chiudere il match. La percentuale di pericolosità della Vecchia Signora, infatti, distanzia largamente quella salentina (55,5% rispetto al 36%).  Nonostante tutto il risultato non cambia e la Juventus passa per uno a zero e rimane così aggrappata alla testa della classifica.

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