Cronaca

Indignados, la protesta in 71 paesi

Il movimento spagnolo degli Indignados

NEW YORK (di Lucilla Nele) – Non si ferma la protesta degli indignandos americani decisi a restare nello Zuccotti Park, vicino al cuore finanziario di New York, dove da quasi un mese sono accampati. In vista della scadenza dell’ultimatum fissato per le 7 di oggi (le 13 in Italia), i manifestanti del movimento ‘Occupy Wall Street’ hanno lanciato appelli sul web, chiamando a raccolta i sostenitori per impedire di essere sfrattati da ‘Liberty Plaza’, come e’ stata ribattezzata la piazza. Nata il 17 settembre dall’iniziativa di un manipolo di studenti, la tendopoli e’ cresciuta di giorno in giorno fino a contare 600 persone accampate in condizioni disagevoli e costrette a usufruire dei servizi igienici dei ristoranti e fast food della zona. La situazione, hanno sostenuto i proprietari dello spazio, era divenuta intollerabile, costringendoli a sollecitare l’intervento della polizia per sgomberare i manifestanti e permettere la pulizia della piazza. Le autorita’ hanno assicurato agli attivisti che potranno tornare, ma non accamparsi. “E’ terribile, vogliono mettere fine a questa esperienza, vogliono cacciarci” ha commentato uno dei giovani indignados, mentre sul web si rincorrono appelli a partecipare alla protesta ma consapevoli delle conseguenze. “Preparatevi a non dormire e ad un possibile arresto” si legge sul sito di Occupy Wall Street. Il primo agosto una marcia di protesta sul ponte di Broklyn ha portato all’arresto di 700 dimostranti, catalizzando l’attenzione della stampa e ispirando manifestazioni analoghe in tutto il Paese. A Boston, martedi’ la polizia e’ intervenuta all’alba in forze contro gli attivisti accampati nel parco Rose Fitzgerald Kennedy Greenway, fermando piu’ di 100 persone. Autodefinitosi come un movimento apartitico e senza leadership che si ispira ai moti della primavera araba per ottenere un cambiamento non-violento, l’Occupy Wall Street racchiude diverse anime e pretende riforme profonde in campo politico ed economico. Secondo un sondaggio pubblicato dal settimanale Time, il 54% degli americani vede con favore le proteste, contro il 23% che disapprova. Intanto, indignados di tutto il mondo si preparano per la grande mobilitazione indetta domani in contemporanea in 791 citta’ di 71 Paesi, tra cui il corteo del pomeriggio a Roma. La protesta avra’ uno spazio anche su internet, dove si terra’ una mega assemblea globale virtuale. Milioni di persone scenderanno in piazza per rivendicare “diritti e politiche sociali a sostegno dei giovani, dell’occupazione e del welfare contro le misure di austerity imposte dagli organismi finanziari internazionali con il beneplacito dei governi nazionali”.

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