Cronaca

Bus in scarpata, molti i bimbi feriti

NAPOLI – E’ la lunga notte dell’ansia e della speranza, della disperazione e del dolore quella che si consuma tra le pareti del Santobono. Nella sciagura del pullman precipitato nel burrone in Irpinia ad essere risparmiati dalla morte, per un imperscrutabile disegno del destino, sono quasi solo bambini. Li hanno portati qui, nell’ospedale pediatrico napoletano, dove medici e infermieri sono stati messi in preallarme qualche ora prima, appena si era diffusa la notizia che erano numerosi i piccoli coinvolti nel disastro sulla A 16 e che occorreva pertanto attrezzarsi per la situazione di emergenza.

Autobus in scarpata
Autovettura distrutta dal bus

Ed ecco che giungono le ambulanze, provenienti dagli altri ospedali dove erano state apprestate le prime cure. Le scene spezzano il cuore, anche a quanti per mestiere hanno purtroppo consuetudine con la sofferenza dei bimbi: c’e’ chi ha la testa fratturata, chi geme con le gambe e le braccia spezzate. Ma almeno sono vivi, al contrario nella maggior parte dei casi dei loro familiari che li accompagnavano in gita. E’ facile immaginare che in quei pochi secondi, da quando l’ automezzo ha cominciato a sbandare fino all’impatto con il guardrail e allo spaventoso volo nel burrone, li abbiano abbracciati in un istintivo gesto di protezione. Nessuno dei genitori dei cinque piccoli – ricoverati al Santobono – per lunghe ore e’ stato al capezzale dei propri figli, per confortarli, per attenuarne il dolore e lo spavento. Lo conferma ai cronisti il direttore medico di presidio dell’ospedale pediatrico Santobono Carlo Maranelli. Si spera che qualcuno dei parenti possa essere scampato al disastro e si trovi ora ricoverato in qualche ospedale tra Napoli, Salerno e Avellino. Ma sono speranze destinate a svanire a mano a mano che si aggiorna il bollettino della tragedia. Due bimbi sono ricoverati in in rianimazione: Francesca, 3 anni, molto grave, operata la scorsa notte per una frattura al cranio: molto probabilmente, sara’ nuovamente sottoposta a intervento chirurgico per un’altra frattura. Nello stesso reparto anche, Cristoforo, anche lui ha tre anni, ed e’ molto grave. In neurochirurgia, non in pericolo di vita, c’e’ Marco, fratello di Francesca, di 10 anni con una frattura alla mandibola. Accanto anche una bambina, di 4 anni, Maria, che ha fratture alla tibia e al perone. L’ultima bimba, si chiama Marianna, ha 10 anni, ed e’ ricoverata in chirurgia d’urgenza per una frattura alla mandibola. I bambini sono giunti al Santobono dagli ospedali di Nola e Avellino. Si apprende che Gennaro Schiano, 41 anni, il papa’ di Marco e Francesca e’ ricoverato al ‘Cardarelli’ in rianimazione mentre la madre, Annalisa, che ha una spalla fratturata e una ferita a un occhio, e’ all’ospedale Moscati di Avellino. Nell’incidente sono morti anche i due nonni materni e due zii dei fratellini. Intanto, accompagnata dalla polizia, giunge una zia dei fratellini: ”E’ una famiglia distrutta, il fratello di Annalisa e’ impazzito dal dolore”, racconta disperata. Con il passare delle ore si raduna in ospedale un gruppo di parenti dei piccoli feriti, arrivati in massima parte da Pozzuoli, la citta’ di quasi tutti i partecipanti alla gita finita nel sangue. Il direttore Maranelli ricorda la mobilitazione scattata in ospedale quando e’ giunta la notizia dell’incidente: “Le ore passavano ma, in ospedale, non arrivava nessuno. Da li’ la tragica consapevolezza che, nell’incidente, erano molti i bambini che non ce l’avevano fatta. Quando ci siamo resi conto dell’accaduto e che i superstiti erano pochissimi, siamo stati assaliti dalla rabbia e dallo sconforto per non avere avuto la possibilita’ di soccorrere i piccoli”. La lunga notte e’ ormai trascorsa, restera’ ancora tanto per restituire i bimbi alla loro fanciullezza curando le ferite, soprattutto quelle dell’anima, le piu’ complicate da sanare.

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