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Iran-USA, negoziati in stallo dopo i raid americani. Israele avanza in Libano: 31 morti

Nuova escalation nella crisi mediorientale. I negoziati tra Stati Uniti e Iran sono entrati in una fase di stallo dopo i raid notturni condotti dalle forze americane contro alcune basi militari iraniane. Teheran accusa Washington di aver violato la tregua informale costruita nelle ultime settimane, mentre la Casa Bianca continua a sostenere che il dialogo diplomatico non sia interrotto.

Il presidente americano Donald Trump ha convocato per oggi una riunione straordinaria del gabinetto di sicurezza nazionale, nel tentativo di definire la strategia statunitense dopo l’inasprimento del conflitto. Sul fronte opposto, l’Iran minaccia nuove ritorsioni e valuta possibili misure sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, passaggio chiave per il commercio energetico mondiale.

Nel frattempo Israele intensifica le operazioni militari in Libano meridionale. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver ucciso un comandante militare di Hamas durante un’operazione mirata. L’avanzata delle truppe israeliane è accompagnata da nuovi ordini di evacuazione per la popolazione civile nelle aree interessate dai combattimenti.

Secondo le autorità locali libanesi, nelle ultime 24 ore si contano almeno 31 morti e decine di feriti. La situazione umanitaria appare sempre più critica, mentre cresce il timore di un allargamento regionale del conflitto. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto un colloquio telefonico con Trump dopo una riunione del gabinetto di sicurezza israeliano.

Dal Vaticano è arrivato un nuovo appello di Papa Leone XIV, che ha chiesto “il rispetto dei diritti umani di tutti” e un immediato ritorno al dialogo per evitare ulteriori sofferenze civili.

Trump attacca i media americani

Nel clima di tensione crescente, Donald Trump ha lanciato un duro attacco ai media statunitensi attraverso un messaggio pubblicato su Truth Social. Il presidente ha accusato stampa e opposizione democratica di voler presentare qualsiasi evoluzione della crisi come una sconfitta americana.

Secondo Trump, anche nel caso di una resa completa dell’Iran, testate come il New York Times, il Wall Street Journal e CNN “racconterebbero una vittoria di Teheran”. Il presidente ha definito i media “fake news” e ha accusato i democratici di “aver perso completamente la testa”.

Le dichiarazioni arrivano mentre l’amministrazione americana cerca di mantenere aperto il canale negoziale con Teheran nonostante gli attacchi militari delle ultime ore.

Petrolio volatile: i mercati guardano allo Stretto di Hormuz

La crisi sta avendo forti ripercussioni anche sui mercati energetici internazionali. Dopo il balzo registrato martedì in seguito ai raid americani, oggi i prezzi del petrolio mostrano una nuova flessione legata alle speranze di una possibile riapertura diplomatica.

Il Brent è sceso dell’1,43%, attestandosi a 98,16 dollari al barile, mentre il WTI americano ha perso l’1,77%, fermandosi a 92,23 dollari. Gli investitori continuano a monitorare con attenzione lo Stretto di Hormuz, da cui passa una quota significativa delle esportazioni mondiali di greggio e gas.

Secondo diverse analisi internazionali, eventuali blocchi o limitazioni al traffico marittimo nell’area potrebbero provocare una crisi energetica globale con effetti immediati anche sull’Europa e sull’Italia. L’analista Matteo Dentice ha parlato di “rischio di una crisi senza precedenti per il Mediterraneo e per l’economia italiana” qualora il conflitto dovesse estendersi al Mar Rosso e alle principali rotte commerciali.

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