“Mediterraneo. Ritratto di un cambiamento”: al DIARC di Napoli la mostra fotografica di Salvatore Esposito sul clima che cambia
Il Mediterraneo come frontiera della crisi climatica, ma anche come luogo di resistenza, memoria e identità condivisa. È questo il cuore di “Mediterraneo. Ritratto di un cambiamento”, la mostra del fotografo documentarista Salvatore Esposito che sarà inaugurata martedì 27 maggio presso DIARC a Palazzo Gravina, e visitabile fino al 27 giugno.
L’esposizione raccoglie 38 fotografie a colori nate da un ampio lavoro di ricerca sul cambiamento climatico sviluppato nell’ambito del progetto SULIEIA, iniziativa dedicata alla transizione digitale, all’innovazione didattica e alla tutela ambientale nel contesto della cooperazione accademica internazionale.
Attraverso immagini di forte impatto visivo ed emotivo, la mostra racconta le trasformazioni che stanno investendo il bacino del Mediterraneo: desertificazione, scarsità d’acqua, innalzamento delle temperature, eventi meteorologici estremi e fragilità sociali che colpiscono comunità costiere e aree urbane.
Un Mediterraneo che soffre
Quattro i territori scelti per costruire il racconto fotografico: un’area costiera della Spagna, le isole Kerkennah in Tunisia, il Marocco e alcune zone dell’Italia. Luoghi diversi, accomunati dagli effetti sempre più evidenti della crisi climatica.
Tra le immagini più emblematiche spicca quella scattata a Safi, in Marocco, dopo un’alluvione: due donne, mano nella mano, osservano ciò che resta della loro casa. I colori vivaci dei vestiti contrastano con il grigiore del fango e delle macerie, trasformando la fotografia in un potente simbolo della vulnerabilità umana di fronte agli sconvolgimenti ambientali.
La mostra punta proprio a questo: rendere tangibile la scienza attraverso il linguaggio universale della fotografia, coinvolgendo emotivamente il pubblico e stimolando una riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente.
Scienza e arte in dialogo
Il progetto SULIEIA ha scelto il linguaggio fotografico di Esposito per raccontare il cambiamento climatico da una prospettiva capace di unire rigore documentario e sensibilità artistica. Le sue immagini non si limitano a documentare fenomeni naturali, ma mostrano gli effetti concreti delle trasformazioni climatiche sulle vite delle persone.
“Quando ho iniziato il progetto Mediterraneo, non sapevo fino a che punto questa parola mi avrebbe cambiato”, racconta il fotografo. “Mediterraneo per me non è più soltanto un mare: è un organismo vivo, che respira, si contrae, soffre e insieme resiste”.
Parole che restituiscono il senso profondo del lavoro esposto al DIARC: una narrazione visiva in cui il mare nostrum diventa metafora della crisi globale contemporanea.
Il programma dell’inaugurazione
La mostra sarà presentata durante il meeting “Sulieia – Un ponte tra culture”, in programma dalle ore 16 a Palazzo Gravina.
Il pomeriggio si aprirà con la presentazione del libro Parole che attraversano i confini (FedOA Editore), curato da Laura Valente e Valeria Costantino, con interventi di Takoua Ben Mohamed, Sabrina Efionay e Pegah Moshir Pour.
Alle 16.45 saranno illustrati i risultati delle International Schools e dei Master collegati al progetto, mentre alle 17.15 è prevista la presentazione del catalogo della mostra Mediterranean Climate. Portraits of Change. Spain Tunisia Morocco Italy, seguita da una visita guidata condotta dallo stesso Salvatore Esposito.
Un progetto internazionale
Il progetto SULIEIA è finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del programma transnazionale TNE 2023 ed è coordinato da Università degli Studi di Napoli Federico II. Coinvolge 33 università straniere e quattro italiane, con l’obiettivo di creare reti culturali e scientifiche capaci di affrontare le sfide ambientali contemporanee.
Tutte le attività del progetto sono state documentate attraverso la fotografia, utilizzata come strumento di dialogo con le comunità locali e come mezzo per avvicinare il grande pubblico ai temi climatici.
Il percorso di Salvatore Esposito
Fotografo documentarista specializzato in progetti a lungo termine, Salvatore Esposito ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il POYi, il Sony Award, l’NPPA Award, il Getty Images Grant, il Terry O’Neill Award e il Prix du Documentaire.
I suoi reportage sono stati pubblicati da testate prestigiose come National Geographic, Vanity Fair, Internazionale e L’Espresso.
“Mediterraneo è, per me, un atto di testimonianza e di amore”, conclude Esposito. “Ogni fotografia è un frammento di questa realtà in cambiamento: uno sguardo, un silenzio, un gesto che racconta la nostra epoca”.
L’esposizione raccoglie 38 fotografie a colori nate da un ampio lavoro di ricerca sul cambiamento climatico sviluppato nell’ambito del progetto SULIEIA, iniziativa dedicata alla transizione digitale, all’innovazione didattica e alla tutela ambientale nel contesto della cooperazione accademica internazionale.
Attraverso immagini di forte impatto visivo ed emotivo, la mostra racconta le trasformazioni che stanno investendo il bacino del Mediterraneo: desertificazione, scarsità d’acqua, innalzamento delle temperature, eventi meteorologici estremi e fragilità sociali che colpiscono comunità costiere e aree urbane.
Un Mediterraneo che soffre
Quattro i territori scelti per costruire il racconto fotografico: un’area costiera della Spagna, le isole Kerkennah in Tunisia, il Marocco e alcune zone dell’Italia. Luoghi diversi, accomunati dagli effetti sempre più evidenti della crisi climatica.
Tra le immagini più emblematiche spicca quella scattata a Safi, in Marocco, dopo un’alluvione: due donne, mano nella mano, osservano ciò che resta della loro casa. I colori vivaci dei vestiti contrastano con il grigiore del fango e delle macerie, trasformando la fotografia in un potente simbolo della vulnerabilità umana di fronte agli sconvolgimenti ambientali.
La mostra punta proprio a questo: rendere tangibile la scienza attraverso il linguaggio universale della fotografia, coinvolgendo emotivamente il pubblico e stimolando una riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente.
Scienza e arte in dialogo
Il progetto SULIEIA ha scelto il linguaggio fotografico di Esposito per raccontare il cambiamento climatico da una prospettiva capace di unire rigore documentario e sensibilità artistica. Le sue immagini non si limitano a documentare fenomeni naturali, ma mostrano gli effetti concreti delle trasformazioni climatiche sulle vite delle persone.
“Quando ho iniziato il progetto Mediterraneo, non sapevo fino a che punto questa parola mi avrebbe cambiato”, racconta il fotografo. “Mediterraneo per me non è più soltanto un mare: è un organismo vivo, che respira, si contrae, soffre e insieme resiste”.
Parole che restituiscono il senso profondo del lavoro esposto al DIARC: una narrazione visiva in cui il mare nostrum diventa metafora della crisi globale contemporanea.
Il programma dell’inaugurazione
La mostra sarà presentata durante il meeting “Sulieia – Un ponte tra culture”, in programma dalle ore 16 a Palazzo Gravina.
Il pomeriggio si aprirà con la presentazione del libro Parole che attraversano i confini (FedOA Editore), curato da Laura Valente e Valeria Costantino, con interventi di Takoua Ben Mohamed, Sabrina Efionay e Pegah Moshir Pour.
Alle 16.45 saranno illustrati i risultati delle International Schools e dei Master collegati al progetto, mentre alle 17.15 è prevista la presentazione del catalogo della mostra Mediterranean Climate. Portraits of Change. Spain Tunisia Morocco Italy, seguita da una visita guidata condotta dallo stesso Salvatore Esposito.
Un progetto internazionale
Il progetto SULIEIA è finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del programma transnazionale TNE 2023 ed è coordinato da Università degli Studi di Napoli Federico II. Coinvolge 33 università straniere e quattro italiane, con l’obiettivo di creare reti culturali e scientifiche capaci di affrontare le sfide ambientali contemporanee.
Tutte le attività del progetto sono state documentate attraverso la fotografia, utilizzata come strumento di dialogo con le comunità locali e come mezzo per avvicinare il grande pubblico ai temi climatici.
Il percorso di Salvatore Esposito
Fotografo documentarista specializzato in progetti a lungo termine, Salvatore Esposito ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il POYi, il Sony Award, l’NPPA Award, il Getty Images Grant, il Terry O’Neill Award e il Prix du Documentaire.
I suoi reportage sono stati pubblicati da testate prestigiose come National Geographic, Vanity Fair, Internazionale e L’Espresso.
“Mediterraneo è, per me, un atto di testimonianza e di amore”, conclude Esposito. “Ogni fotografia è un frammento di questa realtà in cambiamento: uno sguardo, un silenzio, un gesto che racconta la nostra epoca”.

