Gaza sotto assedio: emergenza umanitaria sempre più grave
La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza è sempre più critica. La mancanza di forniture mediche, il blocco degli aiuti umanitari e la ripresa dei bombardamenti stanno portando la popolazione al collasso. Chiara Lodi, infermiera e coordinatrice medica di Medici Senza Frontiere (MSF), racconta il dramma vissuto dagli ospedali e dai civili.
“Abbiamo praticamente finito gli aghi e le garze sterili. Le nostre scorte di antibiotici per bambini dureranno ancora una settimana. Mancano antidolorifici e anestetici”, denuncia Chiara Lodi in un’intervista rilasciata a *Fanpage.it*. MSF opera in cinque ospedali e diversi centri di primo soccorso a Gaza, ma le scorte sono quasi esaurite. Dalla ripresa dei bombardamenti israeliani, la situazione negli ospedali è precipitata. “Le corsie sono piene di feriti, molti dei quali bambini. Vediamo pazienti con arti amputati, ustionati, feriti dalle schegge delle esplosioni. La scorsa settimana un bambino è arrivato in ospedale completamente insanguinato: due adulti lo avevano estratto dalle macerie, i suoi genitori erano scomparsi.”
Da circa un mese Israele ha bloccato l’ingresso dei convogli umanitari, impedendo l’arrivo di cibo e forniture mediche. “Ero a una riunione con una collega palestinese quando ha saputo che i valichi erano stati chiusi. Mi ha guardata terrorizzata e ha detto: ‘Presto sarà il caos’. Ora le restano solo dieci confezioni di cibo in scatola.” Anche il Programma Alimentare Mondiale (PAM) ha annunciato di aver esaurito le scorte di aiuti alimentari. La scarsità di carburante sta aggravando la situazione, rendendo difficile il funzionamento degli ospedali. Secondo Chiara Lodi, la fame sta diventando un’arma di guerra. “A Gaza non c’è più cibo, l’acqua potabile è sempre più rara e i farmaci stanno finendo. Stiamo razionando gli antidolorifici e gli anestetici, somministrandoli solo nei casi più gravi. Anche i farmaci per l’ipertensione, il diabete e le malattie psichiatriche stanno per terminare.”
“Abbiamo praticamente finito gli aghi e le garze sterili. Le nostre scorte di antibiotici per bambini dureranno ancora una settimana. Mancano antidolorifici e anestetici”, denuncia Chiara Lodi in un’intervista rilasciata a *Fanpage.it*. MSF opera in cinque ospedali e diversi centri di primo soccorso a Gaza, ma le scorte sono quasi esaurite. Dalla ripresa dei bombardamenti israeliani, la situazione negli ospedali è precipitata. “Le corsie sono piene di feriti, molti dei quali bambini. Vediamo pazienti con arti amputati, ustionati, feriti dalle schegge delle esplosioni. La scorsa settimana un bambino è arrivato in ospedale completamente insanguinato: due adulti lo avevano estratto dalle macerie, i suoi genitori erano scomparsi.”
Da circa un mese Israele ha bloccato l’ingresso dei convogli umanitari, impedendo l’arrivo di cibo e forniture mediche. “Ero a una riunione con una collega palestinese quando ha saputo che i valichi erano stati chiusi. Mi ha guardata terrorizzata e ha detto: ‘Presto sarà il caos’. Ora le restano solo dieci confezioni di cibo in scatola.” Anche il Programma Alimentare Mondiale (PAM) ha annunciato di aver esaurito le scorte di aiuti alimentari. La scarsità di carburante sta aggravando la situazione, rendendo difficile il funzionamento degli ospedali. Secondo Chiara Lodi, la fame sta diventando un’arma di guerra. “A Gaza non c’è più cibo, l’acqua potabile è sempre più rara e i farmaci stanno finendo. Stiamo razionando gli antidolorifici e gli anestetici, somministrandoli solo nei casi più gravi. Anche i farmaci per l’ipertensione, il diabete e le malattie psichiatriche stanno per terminare.”

