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Guerra in Ucraina: Trump rilancia su un possibile accordo

La guerra tra Ucraina e Russia continua a mietere vittime, ma sul fronte diplomatico emergono segnali – seppur controversi – che alimentano il dibattito sulla possibilità di una svolta. L’ex presidente e attuale candidato alla presidenza degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che sia Volodymyr Zelensky sia Vladimir Putin sarebbero pronti a un accordo. “L’Europa non ha avuto successo nel trattare con Mosca, ma penso che io lo avrò”, ha affermato Trump, lasciando intendere un possibile ruolo chiave degli Stati Uniti nei futuri negoziati di pace.

Le parole di Trump arrivano in un momento delicato, segnato da un’escalation di violenze sul campo. Nella tarda serata di ieri, un attacco di droni russi ha colpito la città ucraina di Kharkiv, provocando la morte di almeno cinque civili e il ferimento di altre 32 persone, tra cui un bambino. I media locali riportano che il bombardamento ha colpito aree residenziali, causando ingenti danni a edifici e infrastrutture.
Duro il commento del vice ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha, intervenuto alla ministeriale NATO in corso: “Penso che sia ovvio chi vuole la pace e chi vuole la guerra. Dobbiamo fare pressione sulla Russia affinché prenda sul serio la pace. Non dobbiamo permetterle di continuare a trascinare i piedi.”

Sybiha ha sottolineato l’importanza dell’impegno occidentale e, in particolare, della leadership americana nel processo di pace. «Abbiamo strumenti sufficienti per aumentare la pressione su Mosca: parliamo di sanzioni, di beni congelati, di isolamento diplomatico. Ma serve anche rafforzare il pacchetto di deterrenza dell’Ucraina, per consolidare la nostra posizione nei futuri negoziati. Il governo ucraino ha ribadito le sue tre condizioni fondamentali per sedersi a un tavolo con Mosca: il ritiro completo delle truppe russe dal territorio ucraino, inclusa la Crimea; giustizia per i crimini di guerra commessi durante il conflitto; e garanzie di sicurezza internazionali per prevenire future aggressioni».

Nel contesto della crescente pressione militare, anche il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha lanciato un appello forte: “L’Europa non può più permettersi esitazioni sul riarmo. Difendere la democrazia significa anche rafforzare le nostre capacità difensive.” L’analisi degli ultimi sviluppi sul campo conferma una crescente dipendenza dell’Ucraina dalla tecnologia dei droni per difendersi dagli attacchi russi, mentre l’arsenale di Mosca sembra non esaurirsi. I droni, sempre più presenti nei cieli ucraini, sono divenuti simbolo tanto della resistenza quanto della vulnerabilità di un Paese in guerra da oltre due anni. Intanto, le parole di Trump riaccendono il dibattito su un possibile negoziato. Ma se davvero Zelensky e Putin fossero pronti a un accordo, questo non potrà prescindere dalle condizioni poste da Kiev e dal sostegno concreto dell’Occidente.

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