Warhol vs Banksy passaggio a Napoli
di Valentina Capuano
Inaugurata lo scorso 22 gennaio presso Villa Pignatelli un’ampia retrospettiva dedicata ai due artisti di fama mondiale che hanno apprezzato Napoli dedicando alcune delle loro più iconiche opere al capoluogo partenopeo
Due grandi artisti, una passione comune, quella per Napoli.
Dal 22 gennaio Villa Pignatelli alla Riviera di Chiaia ospita le opere di due tra i più significativi interpreti dell’arte figurativa contemporanea, testimoniando il loro rapporto col capoluogo partenopeo.
Due modi di vivere e due personalità opposte: Andy Warhol, famoso e onnipresente, era compiaciuto dalla propria immagine che riproponeva in innumerevoli autoritratti, Banksy cela invece la sua identità dietro uno pseudonimo e il mistero che alimenta accresce l’interesse mondiale e il valore delle sue opere.
Il primo collegamento dell’artista Banksy con Napoli risale al 2006 quando in un articolo del 2006 pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno furono citate due murales realizzati dall’artista a Napoli: il primo “La Madonna con la pistola”, realizzato con la tecnica dello stencil ed ubicato a piazza dei Girolamini evocava la scultura di Sant’Agnese sul rogo realizzata da Ercole Ferrata nel 1660 per la chiesa romana di Sant’Agnese in Agone.L’immagine sacra della Madonna associata ad una pistola richiama provocatoriamente al rapporto tra fede e malavita. La seconda opera di Banksy ubicata a Napoli, in via Benedetto Croce, è l’ ”Estasi di Santa Teresa”: essa rappresenta attraverso una rilettura di una celebre scultura berniniana , ovvero l”Estasi della Beata Ludovica Albertoni”, una pungente critica verso il consumismo moderno, poiché l’immagine della santa è raffigurata accanto ad una coca cola , un panino e delle patatine .
Entrambe le immagini sono riproposte nella mostra proprio accanto al “Vesuvius” di Andy Warhol.
L’artista statunitense nel 1985 invece fu presente a Napoli nel 1985 quando inaugurò presso il Palazzo Reale la sua mostra personale intitolata proprio “Vesuvius”. In quell’occasione ci fu un ritorno dell’artista alla tecnica dell’acrilico, abbandonata fin dagli anni 60 in favore della tecnica serigrafica. L’immagine del Vesuvio, ispirata ad una cartolina, fu riprodotta in 18 differenti versioni su tela con tonalità differenti, riproducendo il vulcano in fase eruttiva.
Ed è questa immagine scoppiettante che apre la mostra , questa immagine di un Vesuvio in eruzione che si contrappone alle immagini sacre e al tempo stesso dissacranti proposte da Banksy. Le sue opere racchiudono un simbolismo nascosto, l’artista veicola un messaggio ben preciso: mette in guardia contro il consumismo, la violenza e le guerre di ogni genere.
La mostra prosegue con le celebri serigrafie dedicate a Marilyn(1970/1986). In questi , come in altri ritratti l’artista non ripropone i volti reali delle sue modelle, ma i loro personaggi , maschere usate nei film come attrici. La seri di serigrafie dedicate a Marilyn ebbe inizio lavorando su un ritratto fotografico realizzato da Gene Kornman per promuovere il film Niagara. La sua intuizione fu di lavorare a quella immagine dell’attrice scomparsa perpetrandone la fama, e di realizzarne innumerevoli serigrafie in colori diversi a contrasto che presto lo resero un’artista iconico della pop art.
Se per anni Andy Warhol fu ossessionato dal tema della morte dedicandosi a ritratti di persone celebri scomparse, vi fu spazio nella sua vita artistica per “ I fiori” (1964) , anche qui immagini riproducesti fiori decorativi declinati in ogni sfumatura di colore.
Il messaggio di Banksy invece è prettamente politico come nel “ Lanciatore di fiori”. L’opera, conosciuta anche come “Love is in the air” appare per la prima volta nel 2003 come stencil a Betlemme, nei pressi del muro costruito per separare israeliani e palestinesi nella’area della West bank. Un muro che , secondo l’artista “essenzialmente trasforma la Palestina nella prigione all’aperto più grande del mondo”.
La versione proposta nell’allestimento di Villa Pignatelli , decostruita in un trittico, è quella che l’artista realizzò per un negozio temporaneo nel 2019 a Londra.
Il tema della guerra , è del resto molto ricorrente nelle opere di Banksy,il suo intento è distruggere l’establishment attraverso la sua arte, opporsi e combattere contro il consumismo, la violenza e il militarismo.
Analogamente Andy Warhol, anticipando i tempi ( è mancato nel 1987), ha denunciato, attraverso le sue opere le idee guerrafondaie e autoritarie del governo degli Stati Uniti. Questo filone che sarà poi noto come “Death and disaster”, fu inaugurato con l’opera intitolata “129 die in jet” e proseguì con “ Race Riot” , opera presente nella mostra che raffigura manifestanti aggrediti dai cani sguinzagliati dalla polizia nel corso di una pacifica manifestazione.
Nella mostra dedicata all’iconico artista statunitense, fotografo, pittore , regista e appassionato di musica, non poteva mancare una raccolta di veri e propri preziosi cimeli, come le chitarre e altri oggetti appartenuti alla cantante Diana Ross e a Michael Jackson.
L’esposizione, una ricca rassegna espositiva dedicata ai due artisti sarà fruibile fino al prossimo 2 giugno.
Valentina Capuano
Inaugurata lo scorso 22 gennaio presso Villa Pignatelli un’ampia retrospettiva dedicata ai due artisti di fama mondiale che hanno apprezzato Napoli dedicando alcune delle loro più iconiche opere al capoluogo partenopeo
Due grandi artisti, una passione comune, quella per Napoli.
Dal 22 gennaio Villa Pignatelli alla Riviera di Chiaia ospita le opere di due tra i più significativi interpreti dell’arte figurativa contemporanea, testimoniando il loro rapporto col capoluogo partenopeo.
Due modi di vivere e due personalità opposte: Andy Warhol, famoso e onnipresente, era compiaciuto dalla propria immagine che riproponeva in innumerevoli autoritratti, Banksy cela invece la sua identità dietro uno pseudonimo e il mistero che alimenta accresce l’interesse mondiale e il valore delle sue opere.
Il primo collegamento dell’artista Banksy con Napoli risale al 2006 quando in un articolo del 2006 pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno furono citate due murales realizzati dall’artista a Napoli: il primo “La Madonna con la pistola”, realizzato con la tecnica dello stencil ed ubicato a piazza dei Girolamini evocava la scultura di Sant’Agnese sul rogo realizzata da Ercole Ferrata nel 1660 per la chiesa romana di Sant’Agnese in Agone.L’immagine sacra della Madonna associata ad una pistola richiama provocatoriamente al rapporto tra fede e malavita. La seconda opera di Banksy ubicata a Napoli, in via Benedetto Croce, è l’ ”Estasi di Santa Teresa”: essa rappresenta attraverso una rilettura di una celebre scultura berniniana , ovvero l”Estasi della Beata Ludovica Albertoni”, una pungente critica verso il consumismo moderno, poiché l’immagine della santa è raffigurata accanto ad una coca cola , un panino e delle patatine .
Entrambe le immagini sono riproposte nella mostra proprio accanto al “Vesuvius” di Andy Warhol.
L’artista statunitense nel 1985 invece fu presente a Napoli nel 1985 quando inaugurò presso il Palazzo Reale la sua mostra personale intitolata proprio “Vesuvius”. In quell’occasione ci fu un ritorno dell’artista alla tecnica dell’acrilico, abbandonata fin dagli anni 60 in favore della tecnica serigrafica. L’immagine del Vesuvio, ispirata ad una cartolina, fu riprodotta in 18 differenti versioni su tela con tonalità differenti, riproducendo il vulcano in fase eruttiva.
Ed è questa immagine scoppiettante che apre la mostra , questa immagine di un Vesuvio in eruzione che si contrappone alle immagini sacre e al tempo stesso dissacranti proposte da Banksy. Le sue opere racchiudono un simbolismo nascosto, l’artista veicola un messaggio ben preciso: mette in guardia contro il consumismo, la violenza e le guerre di ogni genere.
La mostra prosegue con le celebri serigrafie dedicate a Marilyn(1970/1986). In questi , come in altri ritratti l’artista non ripropone i volti reali delle sue modelle, ma i loro personaggi , maschere usate nei film come attrici. La seri di serigrafie dedicate a Marilyn ebbe inizio lavorando su un ritratto fotografico realizzato da Gene Kornman per promuovere il film Niagara. La sua intuizione fu di lavorare a quella immagine dell’attrice scomparsa perpetrandone la fama, e di realizzarne innumerevoli serigrafie in colori diversi a contrasto che presto lo resero un’artista iconico della pop art.
Se per anni Andy Warhol fu ossessionato dal tema della morte dedicandosi a ritratti di persone celebri scomparse, vi fu spazio nella sua vita artistica per “ I fiori” (1964) , anche qui immagini riproducesti fiori decorativi declinati in ogni sfumatura di colore.
Il messaggio di Banksy invece è prettamente politico come nel “ Lanciatore di fiori”. L’opera, conosciuta anche come “Love is in the air” appare per la prima volta nel 2003 come stencil a Betlemme, nei pressi del muro costruito per separare israeliani e palestinesi nella’area della West bank. Un muro che , secondo l’artista “essenzialmente trasforma la Palestina nella prigione all’aperto più grande del mondo”.
La versione proposta nell’allestimento di Villa Pignatelli , decostruita in un trittico, è quella che l’artista realizzò per un negozio temporaneo nel 2019 a Londra.
Il tema della guerra , è del resto molto ricorrente nelle opere di Banksy,il suo intento è distruggere l’establishment attraverso la sua arte, opporsi e combattere contro il consumismo, la violenza e il militarismo.
Analogamente Andy Warhol, anticipando i tempi ( è mancato nel 1987), ha denunciato, attraverso le sue opere le idee guerrafondaie e autoritarie del governo degli Stati Uniti. Questo filone che sarà poi noto come “Death and disaster”, fu inaugurato con l’opera intitolata “129 die in jet” e proseguì con “ Race Riot” , opera presente nella mostra che raffigura manifestanti aggrediti dai cani sguinzagliati dalla polizia nel corso di una pacifica manifestazione.
Nella mostra dedicata all’iconico artista statunitense, fotografo, pittore , regista e appassionato di musica, non poteva mancare una raccolta di veri e propri preziosi cimeli, come le chitarre e altri oggetti appartenuti alla cantante Diana Ross e a Michael Jackson.
L’esposizione, una ricca rassegna espositiva dedicata ai due artisti sarà fruibile fino al prossimo 2 giugno.
Valentina Capuano

