Decreto Sicurezza 2026: dal fermo preventivo allo scudo penale, tutte le nuove misure approvate dal Cdm
Il Consiglio dei ministri ha varato il nuovo decreto Sicurezza 2026, un pacchetto di misure che introduce cambiamenti significativi in materia di ordine pubblico, manifestazioni, immigrazione e tutela delle forze dell’ordine. Il provvedimento, che entra in vigore immediatamente, è accompagnato da un disegno di legge collegato che affronta temi come ricongiungimenti familiari e sgomberi.
Il testo finale è frutto di un’accelerazione decisa dopo i recenti disordini di Torino, ma anche di un confronto serrato con il Quirinale, che ha portato a modifiche sostanziali e allo stralcio di alcune norme ritenute critiche sotto il profilo costituzionale.
Fermo preventivo: introdotto ma con forti limiti
Il decreto introduce il fermo preventivo dei manifestanti, ma in una versione ridimensionata rispetto alle ipotesi iniziali. La durata massima del trattenimento sarà di 12 ore (e non 24) e potrà essere applicata solo in presenza di elementi oggettivi e concreti.
La misura potrà scattare durante manifestazioni pubbliche quando sussistano fondati motivi per ritenere che una persona rappresenti un pericolo concreto per la sicurezza e l’incolumità pubblica. Tra gli elementi che giustificano il fermo figurano il possesso di armi o oggetti atti a offendere, l’uso di caschi o strumenti per rendere difficile il riconoscimento, oppure precedenti penali o segnalazioni di polizia per reati violenti commessi negli ultimi cinque anni in occasione di proteste.
Il fermo dovrà essere immediatamente comunicato all’autorità giudiziaria, che valuterà la legittimità del provvedimento.
Scudo penale esteso a tutti i cittadini
Una delle novità più discusse riguarda lo scudo penale. Su richiesta del Quirinale, la norma è stata estesa a tutti i cittadini, e non solo alle forze dell’ordine, per evitare trattamenti privilegiati e garantire il principio di uguaglianza davanti alla legge.
Nei casi in cui appaia evidente la presenza di una causa di giustificazione – come la legittima difesa, l’adempimento di un dovere o lo stato di necessità – il pubblico ministero procederà con una annotazione preliminare separata, evitando l’automatica iscrizione nel registro degli indagati. Restano comunque garantite tutte le tutele difensive, e la decisione finale spetterà sempre al giudice.
Stop alla vendita di coltelli ai minori
Il decreto introduce una stretta sulle armi bianche, vietando la vendita e il porto di strumenti da punta e taglio ai minori. Le sanzioni previste sono severe: multe da 500 a 3.000 euro, che possono arrivare fino a 12.000 euro in caso di reiterazione, oltre alla sospensione o revoca della licenza per i venditori, inclusi quelli online.
È previsto anche l’obbligo per gli esercenti di tenere un registro elettronico delle vendite, con sanzioni amministrative fino a 10.000 euro in caso di violazione.
Piazze vietate ai condannati per reati gravi
Il decreto stabilisce il divieto di partecipazione a manifestazioni pubbliche per chi è stato condannato per reati particolarmente gravi, come terrorismo, devastazione e saccheggio, o lesioni contro agenti delle forze dell’ordine, sanitari o arbitri.
Per garantire il rispetto del divieto, il questore potrà imporre l’obbligo di presentazione presso un ufficio di polizia negli orari delle manifestazioni. La violazione comporta pene da 4 mesi a un anno di reclusione.
Immigrazione: stretta sui ricongiungimenti familiari
Nel pacchetto sicurezza trova spazio anche un disegno di legge sui ricongiungimenti familiari, fortemente voluto dalla Lega. La misura punta a limitare l’ingresso in Italia ai soli parenti stretti dei minori stranieri, introducendo criteri più rigidi sul reddito, con l’obiettivo dichiarato di tutelare il welfare dei Comuni.
Sgomberi immediati per tutti gli immobili occupati
Il ddl estende le procedure di sgombero rapido, già previste per le prime case dal 2025, a tutti gli immobili. Anche le seconde case occupate abusivamente potranno quindi essere sgomberate in modo immediato.
Le norme stralciate: cauzione e “norma Almasri”
Sono state invece eliminate due disposizioni particolarmente controverse. Salta la cauzione per gli organizzatori dei cortei, ritenuta incostituzionale perché in contrasto con la libertà di riunione garantita dalla Costituzione.
Il testo finale è frutto di un’accelerazione decisa dopo i recenti disordini di Torino, ma anche di un confronto serrato con il Quirinale, che ha portato a modifiche sostanziali e allo stralcio di alcune norme ritenute critiche sotto il profilo costituzionale.
Fermo preventivo: introdotto ma con forti limiti
Il decreto introduce il fermo preventivo dei manifestanti, ma in una versione ridimensionata rispetto alle ipotesi iniziali. La durata massima del trattenimento sarà di 12 ore (e non 24) e potrà essere applicata solo in presenza di elementi oggettivi e concreti.
La misura potrà scattare durante manifestazioni pubbliche quando sussistano fondati motivi per ritenere che una persona rappresenti un pericolo concreto per la sicurezza e l’incolumità pubblica. Tra gli elementi che giustificano il fermo figurano il possesso di armi o oggetti atti a offendere, l’uso di caschi o strumenti per rendere difficile il riconoscimento, oppure precedenti penali o segnalazioni di polizia per reati violenti commessi negli ultimi cinque anni in occasione di proteste.
Il fermo dovrà essere immediatamente comunicato all’autorità giudiziaria, che valuterà la legittimità del provvedimento.
Scudo penale esteso a tutti i cittadini
Una delle novità più discusse riguarda lo scudo penale. Su richiesta del Quirinale, la norma è stata estesa a tutti i cittadini, e non solo alle forze dell’ordine, per evitare trattamenti privilegiati e garantire il principio di uguaglianza davanti alla legge.
Nei casi in cui appaia evidente la presenza di una causa di giustificazione – come la legittima difesa, l’adempimento di un dovere o lo stato di necessità – il pubblico ministero procederà con una annotazione preliminare separata, evitando l’automatica iscrizione nel registro degli indagati. Restano comunque garantite tutte le tutele difensive, e la decisione finale spetterà sempre al giudice.
Stop alla vendita di coltelli ai minori
Il decreto introduce una stretta sulle armi bianche, vietando la vendita e il porto di strumenti da punta e taglio ai minori. Le sanzioni previste sono severe: multe da 500 a 3.000 euro, che possono arrivare fino a 12.000 euro in caso di reiterazione, oltre alla sospensione o revoca della licenza per i venditori, inclusi quelli online.
È previsto anche l’obbligo per gli esercenti di tenere un registro elettronico delle vendite, con sanzioni amministrative fino a 10.000 euro in caso di violazione.
Piazze vietate ai condannati per reati gravi
Il decreto stabilisce il divieto di partecipazione a manifestazioni pubbliche per chi è stato condannato per reati particolarmente gravi, come terrorismo, devastazione e saccheggio, o lesioni contro agenti delle forze dell’ordine, sanitari o arbitri.
Per garantire il rispetto del divieto, il questore potrà imporre l’obbligo di presentazione presso un ufficio di polizia negli orari delle manifestazioni. La violazione comporta pene da 4 mesi a un anno di reclusione.
Immigrazione: stretta sui ricongiungimenti familiari
Nel pacchetto sicurezza trova spazio anche un disegno di legge sui ricongiungimenti familiari, fortemente voluto dalla Lega. La misura punta a limitare l’ingresso in Italia ai soli parenti stretti dei minori stranieri, introducendo criteri più rigidi sul reddito, con l’obiettivo dichiarato di tutelare il welfare dei Comuni.
Sgomberi immediati per tutti gli immobili occupati
Il ddl estende le procedure di sgombero rapido, già previste per le prime case dal 2025, a tutti gli immobili. Anche le seconde case occupate abusivamente potranno quindi essere sgomberate in modo immediato.
Le norme stralciate: cauzione e “norma Almasri”
Sono state invece eliminate due disposizioni particolarmente controverse. Salta la cauzione per gli organizzatori dei cortei, ritenuta incostituzionale perché in contrasto con la libertà di riunione garantita dalla Costituzione.

