(Video) Manifestazione “Ripartiamo dal Sud”
(Servizio: Daniela Giordano – Video: Carlo Maria Alfarano)
Pomeriggio di fuoco per la città di Napoli, lo scorso sabato 30 giugno. In contemporanea al Pride Made in Napoli, si è svolta la manifestazione “Ripartiamo dal Sud – Rivoltiamo il Paese!” per protestare contro Equitalia e le politiche del governo Monti. Le condizioni di vita di Napoli e tutto il Sud sono particolarmente peggiorate, a causa della crisi economica e delle riforme varate dall’attuale governo per fronteggiarla. La disoccupazione e la precarietà, nel mondo del lavoro, sono aumentate in maniera sconcertante e il sistema dei servizi sociali, anziché correre ai ripari, si è ulteriormente indebolito.
Questo, in sostanza, l’appello lanciato da Unione Sindacale di Base, Sll, Zero81, Laboratorio Insurgencia, Partito dei Carc e Laboratorio Bancarotta, per fare solo alcuni nomi delle varie realtà politiche e sociali che hanno aderito. Accorsi da tutto il Sud per “riavviare un percorso di lotta e di conflitto sociale” e chiedere ancora la chiusura di Equitalia che “si è rivelata uno strumento autenticamente antipopolare, una specie di leva fiscale al contrario il cui unico obiettivo è quello di fare cassa con tassi di interesse allucinanti anche contro lavoratori dipendenti, piccoli lavoratori autonomi, precari, pensionati mentre viene remunerata la speculazione finanziaria e non vengono toccate le rendite, i veri evasori, i grandi patrimoni!”.
Alta la preoccupazione di un risvolto negativo del corteo, dal momento che il Laboratorio Occupato Insurgencia – tra gli organizzatori – aveva subìto, nella notte precedente, il lancio di quattro bottiglie molotov contro la propria sede, due delle quali hanno causato la rottura dei vetri di una finestra, l’incendio del motore di un climatizzatore e l’annerimento delle relative pareti.
Il corteo è partito da Piazza Garibaldi e ha proseguito per Corso Umberto e via Medina, per arrivare alla prefettura di piazza Plebiscito. Durante il tragitto, alcuni manifestanti hanno “sanzionato” le banche, identificate tra i colpevoli dell’arricchimento ai danni delle fasce deboli, imbrattando ingressi e sportelli bancomat con bombolette spray. Infine, dalla coda del corteo, sono partiti due grossi petardi contro la questura di via Medina, senza causare danni.
