Trump attacca Leone XIV: «Un Papa debole»
di Luca Salese
Le reazioni politiche in Italia arrivano nel corso della giornata e segnano l’ulteriore allargamento dello scontro tra Casa Bianca Vaticano. La Conferenza Episcopale Italiana invita il presidente degli USA Donald Trump a “rispettare il Papa e il suo ministero”. Dagli Esteri, Antonio Tajani ribatte che Papa Leone XIV è “un uomo forte che parla di pace” mentre la segretaria del Pd Elly Schlein denuncia “attacchi gravissimi”. Giuseppe Conte e Matteo Renzi criticano il silenzio della presidente del Consiglio, chiedendosi pubblicamente: “Dov’è la donna, madre e cristiana?” (Fonte: ANSA).
Nelle stesse ore, durante la prima tappa del viaggio apostolico africano, in Algeria, Papa Leone XIV torna a intervenire sul piano internazionale, mettendo in guardia contro le “tentazioni neocoloniali”. Il caso ha voluto che il messaggio fosse pronunciato dal Pontefice proprio all’arrivo ad Algeri, terra di Sant’Agostino e il cui pensiero ha condizionato per secoli i rapporti tra politica e religione.
Poco prima, rispondendo ai giornalisti a bordo del volo papale verso l’Africa, il Pontefice aveva replicato a distanza alle dichiarazioni del presidente americano. Papa Leone XIV esclude un confronto diretto con Trump ma afferma di non temere l’amministrazione statunitense. “Io parlo del Vangelo. Non sono un politico” – chiarisce – ribadendo che il messaggio della Chiesa resta quello della pace e che continuerà a parlare contro la guerra, senza entrare in alcun dibattito personale o politico con il presidente Usa (Fonte: RAI).
A Washington, nella mattinata, Trump non è tornato sui suoi passi, anzi ha confermato e rilanciato l’attacco in conferenza stampa alla Casa Bianca. Punzecchiato dai giornalisti, il presidente rifiuta di scusarsi per l’asprezza dei toni contro il Pontefice. Papa Leone XIV viene descritto come “molto debole sulla criminalità” e “pessimo in politica estera”. Trump giustifica l’invettiva come risposta alle critiche pontificie sulla linea americana, sostenendo che l’Iran non sia in grado di gestire la responsabilità di essere una potenza nucleare. Secondo l’inquilino della Casa Bianca, le conseguenze sarebbero catastrofiche (Fonte: La7).
Nel corso della stessa giornata, il presidente amplia ulteriormente il fronte dello scontro definendo Leone XIV un “Papa di sinistra” che danneggia la Chiesa cattolica e lo invita, inoltre, a “darsi una regolata”, limitandosi al suo ruolo religioso senza invadere la politica. Come da copione, il presidente sgambetta il Pontefice riferendosi al fratello (Louis Prevost) come “totalmente MAGA” (Fonte: RAI).
La polemica era esplosa nella notte tra il 12 e il 13 aprile, quando Trump aveva pubblicato su Truth un lungo messaggio dai toni durissimi in cui, in una gragnola di accuse. Papa Leone viene accusato di aver criticato l’azione americana su Iran e Venezuela e di frequentare figure storiche della sinistra democratica statunitense (Fonte: ANSA, RAI).
Nello stesso intervento, Trump rivendica il merito dell’ascesa al soglio pontificio sostenendo che la scelta di un Papa americano sarebbe stata funzionale ai rapporti con la sua amministrazione e dall’amministrazione caldeggiata: “Se io non fossi alla Casa Bianca, lui non sarebbe in Vaticano”. Sullo stesso social, il presidente Usa pubblica anche un’immagine generata con l’intelligenza artificiale che lo raffigura come Gesù.
Probabilmente la bagarre costituisce la risposta ad una provocazione che, dalla Santa Sede, era arrivata nei giorni precedenti con la condanna del “delirio di onnipotenza” attribuito all’amministrazione americana.
Forse, l’accusa di onnipotenza al “Creatore di Papi” potrebbe starci …

