Torino, poliziotto preso a martellate: «Sto bene, ho fatto il mio dovere»
“Sto bene, ho fatto solo il mio dovere”. Sono le prime parole pronunciate dall’agente di polizia Alessandro Calista, ricoverato all’ospedale Le Molinette di Torino dopo essere stato violentemente aggredito durante gli scontri scoppiati nel corso della manifestazione contro la chiusura del centro sociale Askatasuna.
Il poliziotto, 29 anni, in servizio al reparto mobile di Padova, è stato colpito e accerchiato da una decina di manifestanti mentre si trovava isolato dal resto del reparto. Secondo la ricostruzione dei fatti, Calista è stato colpito ripetutamente con calci e pugni anche alla testa mentre era a terra. Uno degli aggressori avrebbe impugnato un martello, colpendolo tre volte alla schiena. A salvarlo è stato l’intervento di un collega che lo ha protetto con lo scudo e lo ha trascinato al riparo dietro lo schieramento delle forze dell’ordine.
L’agente è stato ricoverato in codice azzurro insieme ad altri cinque colleghi rimasti feriti durante la gestione del corteo. Le sue condizioni, sebbene serie, non sono considerate gravi. Calista, sposato e padre di un figlio, ha ricevuto in ospedale le telefonate del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del capo della Polizia Vittorio Pisani, oltre a numerosi messaggi di solidarietà.
La manifestazione era stata organizzata per protestare contro la chiusura della palazzina Askatasuna, centro sociale occupato da quasi trent’anni e sgomberato alla fine del 2025. Il corteo è però degenerato in violenti scontri con le forze dell’ordine, culminati nell’aggressione all’agente.
Dura la reazione del ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato di terrorismo:
“Questi non sono manifestanti. Si comportano da nemici, da terroristi e da guerriglieri. Vogliono fare male e sono spinti dall’odio. Vanno trattati per quello che sono, senza attenuanti”, ha scritto sui social, esprimendo piena solidarietà alle forze di polizia.
Sulla stessa linea il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, che ha fatto visita ai feriti:
“Li ho trovati orgogliosi da un lato e mortificati dall’altro. È una lotta impari: da una parte chi usa martelli e tubi, dall’altra chi indossa una divisa per garantire la sicurezza di tutti”.
In mattinata è arrivata a Torino anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, atterrata all’aeroporto di Caselle. La premier farà visita agli agenti e ai militari feriti durante gli scontri e ricoverati in ospedale.
Sul fronte giudiziario, sono già scattati i primi provvedimenti: due persone sono state arrestate, mentre tre sono state denunciate a piede libero. Altre dieci persone erano state fermate nelle ore successive ai disordini per ulteriori accertamenti.

