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Cronaca

[IL VIDEO] Scontro tra bande liceali a Chiaia: violenza e panico tra i residenti. Borrelli e Pascucci: “Non resti impunito”

Chiaia, quartiere rinomato di Napoli, si è trasformato ieri sera, 17 ottobre, nel teatro di una violenta rissa tra bande di adolescenti. Due gruppi di liceali, distinti per l’appartenenza a istituti diversi, Liceo Mercalli e Liceo Umberto, si sono scontrati in via Ascensione, gettando nel caos e nel panico i residenti della zonaLe immagini di questa mega-rissa, documentata dai video degli abitanti e diffusa sui social, mostrano giovani vestiti di nero che, prima di lanciarsi in un vero e proprio scontro fisico, si sfidano con slogan e cori simili a que. lli da stadio.

Da lì, è scoppiata una feroce colluttazione a colpi di pugni, schiaffi e calci, in una serie di mini-duelli che hanno visto alcuni ragazzi finire accerchiati e presi di mira da più avversari contemporaneamente. Il risultato è stato una scena di violenza in pieno centro, con i residenti allarmati che hanno tentato invano di chiamare Polizia e Carabinieri. La vicenda è stata prontamente segnalata a Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, e a Lorenzo Pascucci, consigliere della Municipalità I per Europa Verde. Entrambi hanno espresso la loro indignazione, definendo l’accaduto come l’ennesima dimostrazione di quanto la violenza stia permeando sempre di più il comportamento dei giovani.

“È sconvolgente assistere a scene del genere tra adolescenti, soprattutto in un contesto come quello liceale,” hanno dichiarato Borrelli e Pascucci. “Questi episodi, che spesso sfociano in tragedie, dimostrano come la violenza stia salendo nelle gerarchie dei valori di questi ragazzi. È necessario intervenire subito per evitare che episodi come questo restino impuniti.”Secondo i due esponenti di Europa Verde, il problema risiede nell’emulazione e nella desensibilizzazione dei giovani alla violenza, accentuata dalla mancanza di disciplina sia in famiglia che a scuola. Entrambi invocano una maggiore severità e interventi educativi volti a rieducare questi ragazzi, sottolineando che l’accaduto non può essere liquidato come una semplice “ragazzata”.

IL VIDEO





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