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Sant’Apollonia, fede e medicina: un segno di unità per la comunità odontoiatrica napoletana

di Claudio Gammella

Domenica 8 febbraio si è vissuto un momento particolarmente significativo per la comunità medica e odontoiatrica napoletana, con la celebrazione dedicata a Sant’Apollonia, patrona dei dentisti e di tutti coloro che soffrono per le patologie del cavo orale. Un appuntamento sentito e partecipato, che ha offerto un’occasione autentica di riflessione, preghiera e condivisione, inserita nel cammino del programma diocesano per la Giornata Mondiale del Malato.

La Santa Messa, presieduta da Michele Autuoro, si è svolta nella suggestiva cornice della Chiesa del Gesù Nuovo, luogo simbolo della città e custode della memoria dei santi medici San Ciro e Giuseppe Moscati. Un contesto che richiama, in modo naturale e profondo, il legame tra fede, cura e servizio alla persona.
In questo luogo carico di storia e significato, medici e odontoiatri hanno potuto vivere un momento di raccoglimento, riscoprendo il valore più autentico della propria vocazione. Una vocazione che non si esaurisce nell’atto clinico, ma che si esprime nella responsabilità, nell’ascolto e nel rispetto della dignità di chi si affida alle cure, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità.
Al termine della celebrazione è stata impartita la benedizione dell’affresco raffigurante Sant’Apollonia, donato dal dott. Antonio Salierno, consigliere dell’OMCeO di Napoli, che sarà collocato presso la sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli.Un segno concreto e duraturo, pensato come una presenza silenziosa ma costante. Non solo un simbolo di protezione, ma anche un richiamo quotidiano ai valori etici e umani che devono guidare l’agire professionale. Così ha ricordato Pietro Rutigliani, Presidente della Commissione Albo Odontoiatri di Napoli:

«In questo luogo sacro, che custodisce la memoria viva dei santi medici, rinnoviamo il senso più profondo della nostra vocazione. Ogni volta che scegliamo di mettere l’etica al centro, come fondamento della nostra integrità morale, il nostro lavoro smette di essere soltanto una professione e si trasforma in una vera missione».

Dopo i saluti istituzionali del Presidente dell’Ordine dei Medici, Bruno Zuccarelli, e il benvenuto del parroco Guglielmo Pireddu, la giornata è proseguita con la visita ai Musei Moscatiani, offrendo ai partecipanti l’opportunità di avvicinarsi ulteriormente alla testimonianza umana e professionale di San Giuseppe Moscati, esempio ancora attuale di una medicina vissuta con competenza, coscienza e profonda umanità.

Nel suo intervento conclusivo, Don Giuseppe Venditto ha richiamato il significato più autentico di questa celebrazione, sottolineando il legame solido e continuo tra l’Ufficio Diocesano della Pastorale della Salute e l’Ordine dei Medici. Un cammino condiviso che si rinnova nel tempo, fondato sulla cura, sulla responsabilità e sulla testimonianza concreta al servizio della persona.

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