Sanremo 2025, le pagelle della terza serata: Brunori Sas incanta, Coma_Cose convincono
Il Festival di Sanremo 2025 entra nel vivo, e la terza serata ha regalato una nuova ondata di emozioni, performance e canzoni che sono state giudicate con entusiasmo, ma anche con qualche critica. Ecco le pagelle dei protagonisti che si sono esibiti sul palco dell’Ariston.
Clara – “Febbre” (6.5)
Con il brano “Febbre”, Clara conferma la sua presenza scenica e la capacità di affrontare il palco con la giusta dose di energia. Il suo sound fresco e moderno non delude, ma la canzone, purtroppo, non raggiunge la massima eccellenza. Una performance dignitosa, ma con margini di miglioramento.
Brunori Sas – “L’albero delle noci” (8)
Brunori Sas non sbaglia, portando sul palco un brano di grande classe e poesia. Con la sua caratteristica profondità, ha regalato un’esibizione che spicca per la qualità musicale e il testo delicato, in un equilibrio perfetto tra melodia e contenuto. Un voto alto che premia la sua raffinatezza.
Sarah Toscano – “Amarcord” (6)
Il brano di Sarah Toscano colpisce per la sua freschezza e l’interpretazione genuina, ma non ha la forza di spiccare tra le altre canzoni. La sua presenza scenica, tuttavia, è convincente e la sua capacità di mantenere l’attenzione del pubblico è indiscutibile. Restiamo fiduciosi che nel futuro arrivi una canzone che possa farle fare il salto di qualità.
Massimo Ranieri – “Tra le mani un cuore” (7)
Un Massimo Ranieri in grande forma con una canzone che si adatta perfettamente al suo stile elegante e raffinato. Il brano ha una struttura emotivamente forte, e la sua voce profonda e autorevole ne esalta il significato. Un ottimo ritorno sul palco di Sanremo per l’artista napoletano.
Joan Thiele – “Eco” (7.5)
Joan Thiele sorprende con un brano che si allontana dalle sonorità abituali, portando qualcosa di nuovo e interessante. Il testo riflessivo e le sue sonorità affascinanti sono un respiro di freschezza in una serata di canzoni dal tono diverso. Voto positivo per questa nuova dimensione artistica.
Shablo ft Guè, Tormento e Joshua – “La mia parola” (6.5)
“La mia parola” è una street song che non punta a rivoluzionare il genere, ma che trova il suo posto nel contesto del Festival. Una canzone che sa farsi ascoltare grazie alla sua ritmicità e alla presenza di nomi noti nel panorama rap. Un voto sufficiente, per una performance discreta.
Noemi – “Se t’innamori muori” (6.5)
Noemi porta sul palco un brano che, purtroppo, non riesce a risaltare come altre sue precedenti esibizioni. La sua forza interpretativa è indiscutibile, ma il pezzo non sembra offrire nuove emozioni rispetto a quanto già ascoltato. Tuttavia, resta una delle voci più potenti di questa edizione.
Olly – “Balorda nostalgia” (6.5)
Olly affronta con molta intensità un tema di disperazione, ma la sua performance è intrisa di autotune e la canzone appare più pesante di quanto avrebbe potuto essere. Nonostante la fatica emotiva ben espressa, la canzone risulta meno memorabile.
Coma_Cose – “Cuoricini” (7.5)
Il duo Coma_Cose non delude mai. Con “Cuoricini”, portano una canzone che mescola ballo e malinconia, con un testo che riflette sull’amore e sulle difficoltà della vita. La loro capacità di mescolare elementi diversi, con ironia e serietà, rende il brano interessante e coinvolgente. Un voto positivo e meritato.
Modà – “Non ti dimentico” (6)
Il ritorno dei Modà è all’insegna della semplicità, con un testo che punta alla nostalgia e alla memoria. Kekko Silvestre, con la sua scrittura essenziale, porta una canzone che però non aggiunge molto alla loro carriera. La sincerità nella scrittura è evidente, ma manca la spinta che aveva caratterizzato i loro successi passati.
Tony Effe – “Damme ‘na mano” (6.5)
Tony Effe si distingue per la sua capacità di spingersi oltre la trap, cercando un’alternativa che mescola il cantautorato romano con il rap. “Damme ‘na mano” non è la canzone più innovativa, ma il suo approccio fresco e il coraggio di esplorare nuovi stili gli valgono una valutazione positiva.
Irama – “Lentamente” (6)
Irama continua a essere una certezza del palco sanremese, ma “Lentamente” non riesce a distinguersi tanto quanto ci si aspetterebbe. Il brano sfrutta un testo interessante, ma l’esecuzione lascia un po’ di amaro in bocca. Tuttavia, la sua presenza a Sanremo resta solida.
Francesco Gabbani – “Viva la vita” (7)
Francesco Gabbani porta una ventata di positività con “Viva la vita”, un inno all’esistenza che, pur nella sua semplicità, riesce a trasmettere un messaggio potente. La sua capacità di cantare la gioia di vivere senza risultare banale è un punto a favore. Un voto che premia l’eleganza e la sincerità del brano.
Gaia – “Chiamo io chiami tu” (6.5)
Gaia conquista il pubblico con il suo ritornello orecchiabile e un balletto che ha subito preso piede sui social. “Chiamo io chiami tu” si fa ricordare per la sua viralità, ma la canzone non aggiunge molto a livello artistico. Tuttavia, la sua capacità di creare tendenze non può essere ignorata.
La terza serata del Festival di Sanremo ha dimostrato ancora una volta la varietà e la qualità delle proposte musicali in gara. Ogni artista ha portato qualcosa di unico, ma le canzoni più forti, come quelle di Brunori Sas e Coma_Cose, si sono distinte per la loro originalità e intensità emotiva. A poco a poco, il pubblico scoprirà chi conquisterà il cuore della giuria e della critica.

