Oltre la sanzione: la Strategia educativa della Commissione Albo Odontoiatri di Napoli sulla pubblicità sanitaria corretta”
di Claudio Gammella
Negli ultimi anni il tema della pubblicità sanitaria è diventato uno dei terreni più delicati e complessi nella vita professionale degli odontoiatri. Le norme esistono, sono chiare, e richiamano a una comunicazione corretta, trasparente, non ingannevole e coerente con il decoro professionale. Eppure, nonostante richiami, linee guida e perfino procedimenti disciplinari, gli errori si ripetono.
Ma negli ultimi mesi qualcosa è cambiato.
La CAO di Napoli, guidata dal Presidente Dott. Pietro Rutigliani, ha deciso di inaugurare un nuovo approccio educativo, mettendo al centro non la sanzione in sé, ma la crescita culturale della categoria. Un modello che sta già dando risultati: sempre più colleghi, prima di pubblicare contenuti sui social, chiedono un parere preventivo alla Commissione. Tutto è iniziato da un caso concreto: quello di un collega iscritto all’Albo Odontoiatri di Napoli, che – potenzialmente passibile di un procedimento disciplinare – ha scelto responsabilmente una strada diversa. Ha recepito il provvedimento, corretto i contenuti, registrato un video pubblico di scuse e si è messo a disposizione della Commissione per aiutare altri colleghi a non commettere gli stessi errori (video disponibile qui: Instagram Reel), oppure su facebook. Abbiamo intervistato il Presidente CAO Napoli, Dott. Pietro Rutigliani, per approfondire il senso di questa svolta.
Dottor Rutigliani, negli anni la CAO ha provato più volte a intervenire sul tema della pubblicità sanitaria. Perché era necessario un cambio di approccio?
Rutigliani:
Perché ci siamo resi conto che il modello puramente repressivo non produceva i risultati sperati.
Le sanzioni servono, sono previste e vanno applicate quando necessario, ma non bastano da sole a creare una vera cultura della comunicazione corretta.
Abbiamo capito che il punto non era “punire l’errore”, ma evitare che l’errore si ripetesse.
Da qui l’idea di affiancare all’azione disciplinare un approccio educativo, che responsabilizzi il collega e, allo stesso tempo, l’intera categoria.
Il caso del collega è diventato emblematico. Perché?
Rutigliani:
Perché il collega ha fatto una scelta di grande maturità professionale.
Poteva difendersi, minimizzare, trovare giustificazioni. Invece ha deciso di:
● recepire il richiamo della Commissione,
● modificare i contenuti,
● registrare un video pubblico di scuse,
● e – cosa non scontata – mettersi a disposizione della CAO per aiutare a sensibilizzare i colleghi.
È stato un gesto che va oltre la semplice “correzione dell’errore”.
È diventato un atto di responsabilità professionale e di appartenenza alla categoria.
Qual è stato l’effetto di questa scelta sulla comunità professionale?
Rutigliani:
Sinceramente? Molto più forte di quanto potessimo immaginare.
In poche settimane abbiamo ricevuto decine e decine di messaggi, telefonate e richieste di colleghi che – per la prima volta – ci chiedevano di verificare preventivamente le loro pubblicità, per essere sicuri di non sbagliare.
Questo significa che il messaggio è arrivato.
Che la categoria ha capito che l’obiettivo non è punire ma tutelare la reputazione collettiva.
Perché la verità è semplice:
Ogni volta che un collega sbaglia, l’immagine dell’intera professione ne risente.
Possiamo quindi parlare di un nuovo modello di CAO?
Rutigliani:
Sì. Questa Commissione vuole essere ferma sul piano dei valori, ma moderna nel metodo.
Significa mantenere saldo ciò che è non negoziabile – deontologia, trasparenza, rispetto del paziente – ma allo stesso tempo capire che viviamo nell’era dei social, della comunicazione istantanea e dei contenuti virali.
Dobbiamo accompagnare i professionisti, non inseguirli.
Dobbiamo diventare un punto di riferimento, non un organo percepito solo come sanzionatorio.
Questo è il senso del nuovo corso:
rigore nei principi, ma apertura nei metodi.
Qual è, secondo lei, l’obiettivo finale di questa trasformazione?
Rutigliani:
L’obiettivo è costruire una categoria consapevole, moderna e credibile, capace di comunicare in modo professionale e rispettoso del ruolo sociale che ricopriamo.
Voglio che ogni collega sappia che la CAO è un alleato, non un avversario.
Un luogo in cui trovare risposte, non solo divieti.
Un supporto, non un giudice e basta.
E soprattutto voglio che la pubblicità sanitaria non diventi mai un terreno dove si perde la dignità professionale.
Perché prima della comunicazione c’è sempre il paziente, e il paziente merita rispetto.
Che messaggio vuole lasciare ai colleghi che ci leggono?
Rutigliani:
Molto semplice:
non aspettate di sbagliare per chiedere aiuto.
La Commissione è qui per orientarvi.
Per tutelarvi.
Per garantire che la comunicazione degli odontoiatri sia all’altezza della nostra professione. Se avete dubbi, contattateci. Un piccolo confronto oggi può evitare un grande problema domani. E ricordate: Il decoro non è un obbligo formale: è la nostra identità davanti alla comunità.
L’iniziativa del Presidente Rutigliani rappresenta un punto di svolta nella gestione della pubblicità sanitaria.
Non più solo sanzioni, ma educazione, dialogo, responsabilità condivisa.
Un modello che funziona perché parla alla coscienza professionale dei colleghi, non solo ai regolamenti.
Un modello che – nei fatti – sta già elevando l’immagine della categoria.

