Delitto di Garlasco, la nuova perizia: tracce compatibili con il Dna di Andrea Sempio
La nuova inchiesta sul delitto di Garlasco registra un nuovo, potenzialmente significativo sviluppo: secondo le indiscrezioni diffuse da numerosi quotidiani nazionali, la genetista Denise Albani, perita nominata dalla giudice per le indagini preliminari di Pavia Daniela Garlaschelli, avrebbe riscontrato una “piena concordanza” tra l’aplotipo Y rilevato nel 2007 su due unghie di Chiara Poggi e la linea paterna del profilo genetico di Andrea Sempio, oggi indagato per concorso nell’omicidio.
La nuova analisi: “Piena concordanza sull’aplotipo Y”
Le anticipazioni sono contenute in una PEC inviata mercoledì 26 novembre dalla perita ai consulenti delle parti e alla Procura. Il documento biostatistico — non la perizia completa — indica che:
su due unghie della vittima sarebbe stato rilevato un aplotipo Y compatibile con quello della linea paterna di Sempio;
nelle analisi del 2007 esisteva già una traccia genetica, scartata però nel processo a carico di Alberto Stasi perché ritenuta “non consolidata”.
Albani ha specificato che l’aplotipo Y non permette un’identificazione individuale, perché condiviso da tutti i parenti di linea maschile. Tuttavia, i marcatori rilevati (dodici in totale) sarebbero sufficienti per stabilire un grado di compatibilità.
La perizia definitiva sarà depositata entro il 5 dicembre e discussa in udienza il 18 dicembre.
Il precedente del 2014: quando quel Dna venne scartato
La nuova valutazione contrasterebbe con quanto stabilito nel 2014 dal genetista Francesco De Stefano, perito della Corte d’Appello bis che condannò Stasi. All’epoca la traccia genetica era stata giudicata “non consolidata” e quindi non utilizzabile.
Secondo Albani, le analisi di allora sarebbero state condotte con campioni non omogenei, ma nella sessione a 5 microlitri sarebbe comunque presente un aplotipo parziale ritenuto oggi analizzabile.
La difesa di Sempio: “Dati non decisivi, Dna misto e non individualizzante”
Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, difensori di Sempio, accolgono con freddezza le indiscrezioni:
il dato sarebbe puro dato biostatistico, non una perizia completa;
il Dna rilevato è misto, parziale e degradato, quindi privo di valore individualizzante;
la compatibilità non prova un contatto diretto tra Sempio e la vittima.
La difesa sottolinea inoltre che nella relazione ricevuta non comparirebbe mai l’espressione “piena concordanza”, citata invece dalle testate giornalistiche.
Secondo i consulenti Baldi e Palmegiani, il valore statistico della compatibilità sarebbe debole e non idoneo ad attribuire la traccia a un soggetto specifico.
La posizione della famiglia Poggi: “Dati scientifici non attendibili”
I consulenti dei familiari di Chiara Poggi — Marzio Capra e Dario Redaelli — mantengono una posizione critica:
un risultato non ripetibile e già giudicato in passato “non consolidato” non può essere considerato affidabile;
i dati del 2007 non avrebbero la solidità necessaria per una valutazione biostatistica.
Legali e consulenti della famiglia Poggi dichiarano inoltre di non aver ancora ricevuto la relazione contenente i calcoli biostatistici.
La difesa di Stasi smentisce ipotesi di revisione
Gli avvocati di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio, smentiscono le indiscrezioni secondo cui sarebbe imminente una richiesta di revisione del processo, come riportato dal Tg1. Nessuna iniziativa ufficiale sarebbe in corso.
Verso l’udienza del 18 dicembre
Il quadro rimane dunque complesso e caratterizzato da valutazioni diametralmente opposte:
per la nuova perizia c’è compatibilità genetica;
per la difesa il Dna è troppo degradato per assumere valore probatorio;
per i consulenti Poggi il dato non è scientificamente affidabile.
L’udienza del 18 dicembre sarà decisiva per comprendere quanto peso la gip attribuirà alla nuova analisi e quale direzione prenderà l’inchiesta sul delitto che da 17 anni continua a dividere esperti, opinione pubblica e familiari.
La nuova analisi: “Piena concordanza sull’aplotipo Y”
Le anticipazioni sono contenute in una PEC inviata mercoledì 26 novembre dalla perita ai consulenti delle parti e alla Procura. Il documento biostatistico — non la perizia completa — indica che:
su due unghie della vittima sarebbe stato rilevato un aplotipo Y compatibile con quello della linea paterna di Sempio;
nelle analisi del 2007 esisteva già una traccia genetica, scartata però nel processo a carico di Alberto Stasi perché ritenuta “non consolidata”.
Albani ha specificato che l’aplotipo Y non permette un’identificazione individuale, perché condiviso da tutti i parenti di linea maschile. Tuttavia, i marcatori rilevati (dodici in totale) sarebbero sufficienti per stabilire un grado di compatibilità.
La perizia definitiva sarà depositata entro il 5 dicembre e discussa in udienza il 18 dicembre.
Il precedente del 2014: quando quel Dna venne scartato
La nuova valutazione contrasterebbe con quanto stabilito nel 2014 dal genetista Francesco De Stefano, perito della Corte d’Appello bis che condannò Stasi. All’epoca la traccia genetica era stata giudicata “non consolidata” e quindi non utilizzabile.
Secondo Albani, le analisi di allora sarebbero state condotte con campioni non omogenei, ma nella sessione a 5 microlitri sarebbe comunque presente un aplotipo parziale ritenuto oggi analizzabile.
La difesa di Sempio: “Dati non decisivi, Dna misto e non individualizzante”
Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, difensori di Sempio, accolgono con freddezza le indiscrezioni:
il dato sarebbe puro dato biostatistico, non una perizia completa;
il Dna rilevato è misto, parziale e degradato, quindi privo di valore individualizzante;
la compatibilità non prova un contatto diretto tra Sempio e la vittima.
La difesa sottolinea inoltre che nella relazione ricevuta non comparirebbe mai l’espressione “piena concordanza”, citata invece dalle testate giornalistiche.
Secondo i consulenti Baldi e Palmegiani, il valore statistico della compatibilità sarebbe debole e non idoneo ad attribuire la traccia a un soggetto specifico.
La posizione della famiglia Poggi: “Dati scientifici non attendibili”
I consulenti dei familiari di Chiara Poggi — Marzio Capra e Dario Redaelli — mantengono una posizione critica:
un risultato non ripetibile e già giudicato in passato “non consolidato” non può essere considerato affidabile;
i dati del 2007 non avrebbero la solidità necessaria per una valutazione biostatistica.
Legali e consulenti della famiglia Poggi dichiarano inoltre di non aver ancora ricevuto la relazione contenente i calcoli biostatistici.
La difesa di Stasi smentisce ipotesi di revisione
Gli avvocati di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio, smentiscono le indiscrezioni secondo cui sarebbe imminente una richiesta di revisione del processo, come riportato dal Tg1. Nessuna iniziativa ufficiale sarebbe in corso.
Verso l’udienza del 18 dicembre
Il quadro rimane dunque complesso e caratterizzato da valutazioni diametralmente opposte:
per la nuova perizia c’è compatibilità genetica;
per la difesa il Dna è troppo degradato per assumere valore probatorio;
per i consulenti Poggi il dato non è scientificamente affidabile.
L’udienza del 18 dicembre sarà decisiva per comprendere quanto peso la gip attribuirà alla nuova analisi e quale direzione prenderà l’inchiesta sul delitto che da 17 anni continua a dividere esperti, opinione pubblica e familiari.

