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Manovra 2025 al Senato: verso l’approvazione definitiva con voto di fiducia

La manovra finanziaria 2025, dal valore complessivo di 30 miliardi di euro, è giunta al Senato per la sua fase finale e si avvia verso l’approvazione definitiva. Dopo il via libera della Camera ottenuto lo scorso 20 dicembre, il testo è ora in discussione a Palazzo Madama, ma i tempi stretti imposti dalla necessità di evitare l’esercizio provvisorio stanno conducendo a un iter blindato e senza ampie possibilità di modifica. Domani, venerdì 27 dicembre, alle ore 14, l’Assemblea del Senato inizierà la discussione del testo. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto lo scorso 23 dicembre alle ore 17, e la Commissione Bilancio riprenderà i lavori domani mattina alle 11 per analizzare gli emendamenti delle opposizioni, che ammontano a circa 800 proposte di modifica.

Di queste, si contano:
– Circa 270 emendamenti presentati dal Partito Democratico (Pd);
– 270 da Italia Viva;
– Una novantina da Alleanza Verdi e Sinistra (Avs);
– Tra 150 e 200 proposte del Movimento 5 Stelle (M5s).

Nonostante la mole di proposte, fonti parlamentari prevedono che i lavori della Commissione si concluderanno senza il mandato al relatore, permettendo così alla maggioranza di porre la questione di fiducia direttamente in Aula. Questa procedura, già anticipata da indiscrezioni, consentirebbe di far decadere automaticamente gli emendamenti delle opposizioni, velocizzando l’approvazione del testo. Il voto finale del Senato è previsto per sabato 28 dicembre, in tempo per scongiurare il rischio di esercizio provvisorio, che scatterebbe in caso di mancata approvazione della legge di Bilancio entro il 31 dicembre.


La manovra 2025 si concentra su alcune misure cardine, due delle quali rappresentano circa il 60% del valore totale della legge:

1. Taglio del cuneo fiscale: La misura, già introdotta in precedenza, viene ora resa strutturale, con l’obiettivo di ridurre il costo del lavoro e aumentare il reddito netto dei lavoratori dipendenti.

2. Riforma dell’Irpef: La struttura dell’imposta sul reddito delle persone fisiche passa a tre aliquote, una modifica che punta a semplificare il sistema fiscale e a garantire maggiore equità. Queste due proroghe assorbono circa 17 miliardi dei 30 totali stanziati nella legge di Bilancio. La decisione della maggioranza di non presentare alcuna richiesta di modifica è un segnale chiaro della volontà di mantenere il testo invariato e accelerare i tempi. La scelta ha sollevato critiche dalle opposizioni, che lamentano l’assenza di un confronto approfondito su temi fondamentali per il futuro del Paese.

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