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La salute del cuore passa anche dalla bocca: gengive sane riducono il rischio cardiovascolare

di Claudio Gammella

Sempre più ricerche scientifiche stanno dimostrando che tra salute orale e salute cardiovascolare esiste un legame molto più stretto di quanto si pensasse in passato. Le infezioni gengivali croniche, infatti, possono contribuire ad aumentare lo stato infiammatorio dell’organismo e favorire processi che incidono anche sul sistema cardiovascolare.
Un nuovo studio internazionale pubblicato nel Journal of the American Heart Association ha rafforzato ulteriormente questa ipotesi, individuando tracce di batteri orali direttamente all’interno delle placche aterosclerotiche delle arterie coronarie.

La ricerca, guidata dal professor Pekka J. Karhunen della Tampere University (Finlandia) e condotta in collaborazione con l’Università di Oxford, ha analizzato campioni di tessuto arterioso provenienti sia da autopsie di pazienti deceduti per morte cardiaca improvvisa sia da interventi chirurgici vascolari.

I risultati hanno mostrato la presenza di DNA di batteri orali nelle placche aterosclerotiche, in particolare di streptococchi del gruppo viridans, microrganismi normalmente presenti nel cavo orale.
Secondo i dati pubblicati nello studio, questi batteri sono stati rilevati in circa il 42% delle placche coronariche analizzate e in oltre il 40% dei campioni di endoarterectomia, suggerendo un possibile coinvolgimento dei microrganismi orali nei processi infiammatori che portano alla destabilizzazione delle placche aterosclerotiche.

Quando l’infiammazione destabilizza le placche

L’infarto miocardico resta nella grande maggioranza dei casi una conseguenza dell’aterosclerosi, la malattia che provoca l’accumulo di lipidi, colesterolo e cellule infiammatorie nelle pareti delle arterie.
Con il passare degli anni queste sostanze formano delle placche aterosclerotiche che restringono il lume delle arterie. Il problema più pericoloso non è solo l’ostruzione progressiva del vaso, ma la possibile rottura improvvisa della placca.

Quando la placca si rompe, si forma rapidamente un trombo che può bloccare il flusso sanguigno verso il cuore e provocare l’infarto.
Negli ultimi anni la ricerca ha dimostrato che l’infiammazione gioca un ruolo cruciale nella destabilizzazione di queste placche. Ed è proprio in questo processo che potrebbero intervenire anche alcuni batteri provenienti dal cavo orale.

Il ruolo dei biofilm batterici

Nel lavoro pubblicato sull’Journal of the American Heart Association, i ricercatori hanno individuato nelle placche aterosclerotiche la presenza di biofilm batterici, cioè comunità di microrganismi protette da una matrice gelatinosa che consente loro di sopravvivere a lungo nei tessuti.
I biofilm rappresentano una struttura particolarmente resistente perché:
● proteggono i batteri dal sistema immunitario

● riducono l’efficacia degli antibiotici

● permettono ai microrganismi di rimanere dormienti anche per anni

Secondo gli autori dello studio, in determinate condizioni — come infezioni virali o altri stimoli infiammatori — questi batteri potrebbero attivarsi improvvisamente e innescare una risposta infiammatoria capace di destabilizzare la placca aterosclerotica.
Questo processo potrebbe contribuire alla rottura della placca e alla formazione del trombo responsabile dell’infarto.

Il collegamento con le malattie gengivali

La presenza di batteri orali nelle placche aterosclerotiche rafforza una linea di ricerca che da anni studia il legame tra malattia parodontale e patologie cardiovascolari.
La parodontite, un’infiammazione cronica delle gengive causata da batteri, è una delle malattie più diffuse al mondo e rappresenta una delle principali cause di perdita dei denti negli adulti.
Diversi studi epidemiologici hanno dimostrato che i pazienti affetti da parodontite presentano un rischio cardiovascolare più elevato rispetto alla popolazione con gengive sane.
Il motivo potrebbe essere legato a due fattori principali:
● la diffusione dei batteri orali nel circolo sanguigno

● l’aumento dello stato infiammatorio sistemico.

L’infiammazione cronica, infatti, è oggi riconosciuta come uno dei fattori chiave nello sviluppo e nella progressione dell’aterosclerosi.

Prevenzione: la salute orale come parte della salute generale
Queste evidenze scientifiche non significano che l’infarto sia causato direttamente da un’infezione orale, né che l’aterosclerosi non resti la principale responsabile delle malattie cardiovascolari.
Tuttavia indicano chiaramente che la salute della bocca può influenzare la salute dell’intero organismo. Per questo motivo molti esperti sottolineano l’importanza di includere la prevenzione odontoiatrica all’interno delle strategie di prevenzione generale.

Una corretta igiene orale quotidiana, controlli periodici dal dentista e la diagnosi precoce delle malattie gengivali rappresentano strumenti fondamentali per ridurre le infezioni croniche del cavo orale.
In un’epoca in cui la medicina riconosce sempre più il ruolo dell’infiammazione nelle malattie croniche, la bocca diventa un osservatorio privilegiato della salute dell’intero organismo.

Una nuova consapevolezza

La medicina moderna sta progressivamente superando la visione che considera ogni organo separato dagli altri. Il corpo umano è un sistema integrato in cui microbioma, sistema immunitario e processi infiammatori sono strettamente collegati.
In questo contesto, la salute orale assume un ruolo sempre più centrale nella prevenzione generale.
Perché oggi sappiamo che prendersi cura delle gengive non significa solo proteggere il sorriso.
Significa anche contribuire a proteggere la salute del cuore.
E proprio per questo motivo possiamo affermare che la salute del cuore passa anche dalla bocca: gengive sane riducono il rischio cardiovascolare.

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