Iran, Trump congela l’attacco: “Trattative serie in corso”. Israele colpisce il Libano
La crisi in Medio Oriente resta ad altissima tensione, ma nelle ultime ore si è aperto uno spiraglio diplomatico. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato di aver sospeso un attacco imminente contro l’Iran previsto per oggi, spiegando di aver accolto la richiesta avanzata dagli alleati arabi del Golfo, convinti che siano in corso “colloqui seri” per evitare un’escalation regionale.
Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, Trump avrebbe deciso di rinviare l’operazione militare di “due o tre giorni” dopo un colloquio con i leader dell’area, che gli avrebbero garantito la possibilità di raggiungere un’intesa con Teheran. Il presidente americano avrebbe inoltre sentito il premier israeliano Benjamin Netanyahu, ribadendo però che “il tempo stringe” e che l’Iran deve accelerare sulle concessioni diplomatiche.
Washington: “Teheran rinunci al nucleare”
La posizione americana resta comunque rigida. La portavoce della Casa Bianca Anna Kelly ha chiarito che gli Stati Uniti considerano “linea rossa” qualsiasi prosecuzione del programma nucleare iraniano. Washington chiede infatti lo stop completo all’arricchimento dell’uranio e la rinuncia definitiva alle ambizioni atomiche da parte della Repubblica islamica.
Da Teheran, invece, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha accusato gli Stati Uniti di ostacolare il negoziato con “richieste eccessive e posizioni contraddittorie”. Durante un incontro nella capitale iraniana con il ministro dell’Interno pakistano Mohsin Naqvi, Araghchi ha sottolineato che l’Iran continua a privilegiare la via diplomatica, pur mantenendo “forti dubbi” sull’affidabilità dell’amministrazione americana.
Il ministro iraniano ha anche ribadito che “l’asse della resistenza è più coeso che mai”, riferimento diretto alla rete di alleanze regionali che comprende Hezbollah in Libano, milizie sciite irachene e gruppi armati vicini a Teheran.
Raid israeliani nel sud del Libano
Nel frattempo, sul terreno continuano le operazioni militari israeliane. L’esercito di Israele ha intensificato i bombardamenti nel sud del Libano. Secondo l’agenzia nazionale libanese NNA, l’artiglieria israeliana ha colpito il quartiere di al-Arid nella città di Dibbin, nel distretto di Marjayoun.
Nelle ore precedenti, caccia israeliani avevano bombardato un edificio nell’area di al-Mushaqqa, nel distretto di Tiro, poco dopo l’emissione di un ordine di evacuazione forzata rivolto ai residenti della zona. I raid si inseriscono nel quadro delle crescenti tensioni tra Israele e Hezbollah lungo il confine meridionale libanese.
Gaza e la flottiglia sequestrata
Prosegue anche il confronto nel Mediterraneo orientale. Israele continua infatti il sequestro delle imbarcazioni della flottiglia diretta verso Gaza, accusata dalle autorità israeliane di voler violare il blocco navale imposto sulla Striscia.
Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, Trump avrebbe deciso di rinviare l’operazione militare di “due o tre giorni” dopo un colloquio con i leader dell’area, che gli avrebbero garantito la possibilità di raggiungere un’intesa con Teheran. Il presidente americano avrebbe inoltre sentito il premier israeliano Benjamin Netanyahu, ribadendo però che “il tempo stringe” e che l’Iran deve accelerare sulle concessioni diplomatiche.
Washington: “Teheran rinunci al nucleare”
La posizione americana resta comunque rigida. La portavoce della Casa Bianca Anna Kelly ha chiarito che gli Stati Uniti considerano “linea rossa” qualsiasi prosecuzione del programma nucleare iraniano. Washington chiede infatti lo stop completo all’arricchimento dell’uranio e la rinuncia definitiva alle ambizioni atomiche da parte della Repubblica islamica.
Da Teheran, invece, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha accusato gli Stati Uniti di ostacolare il negoziato con “richieste eccessive e posizioni contraddittorie”. Durante un incontro nella capitale iraniana con il ministro dell’Interno pakistano Mohsin Naqvi, Araghchi ha sottolineato che l’Iran continua a privilegiare la via diplomatica, pur mantenendo “forti dubbi” sull’affidabilità dell’amministrazione americana.
Il ministro iraniano ha anche ribadito che “l’asse della resistenza è più coeso che mai”, riferimento diretto alla rete di alleanze regionali che comprende Hezbollah in Libano, milizie sciite irachene e gruppi armati vicini a Teheran.
Raid israeliani nel sud del Libano
Nel frattempo, sul terreno continuano le operazioni militari israeliane. L’esercito di Israele ha intensificato i bombardamenti nel sud del Libano. Secondo l’agenzia nazionale libanese NNA, l’artiglieria israeliana ha colpito il quartiere di al-Arid nella città di Dibbin, nel distretto di Marjayoun.
Nelle ore precedenti, caccia israeliani avevano bombardato un edificio nell’area di al-Mushaqqa, nel distretto di Tiro, poco dopo l’emissione di un ordine di evacuazione forzata rivolto ai residenti della zona. I raid si inseriscono nel quadro delle crescenti tensioni tra Israele e Hezbollah lungo il confine meridionale libanese.
Gaza e la flottiglia sequestrata
Prosegue anche il confronto nel Mediterraneo orientale. Israele continua infatti il sequestro delle imbarcazioni della flottiglia diretta verso Gaza, accusata dalle autorità israeliane di voler violare il blocco navale imposto sulla Striscia.

