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Governo Meloni sotto pressione: tensioni sul Dl Fisco e crisi diplomatica dopo il blitz israeliano contro la Flotilla

Il governo guidato da Giorgia Meloni affronta ore delicate tra tensioni interne alla maggioranza e una crescente crisi diplomatica internazionale legata al sequestro delle imbarcazioni della Flotilla dirette a Gaza. Mentre l’esecutivo accelera sul Dl Fisco e sulla proroga del taglio delle accise per scongiurare lo sciopero dei tir, il caso degli attivisti italiani fermati da Israele infiamma il dibattito politico e mette sotto pressione Palazzo Chigi.

Il prossimo Consiglio dei ministri, previsto venerdì, sarà decisivo per affrontare il nodo delle accise sui carburanti. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato la volontà del governo di prorogare le misure di sostegno per il settore dell’autotrasporto, anche se restano aperti i problemi legati alle coperture finanziarie. Parallelamente, l’esecutivo ha deciso di blindare il percorso parlamentare del Dl Fisco ponendo la questione di fiducia alla Camera, nel tentativo di evitare incidenti politici e accelerare l’approvazione del provvedimento.

Sul fronte della maggioranza continuano inoltre le tensioni sulle nomine di Consob e Antitrust. I veti incrociati tra i partiti di governo hanno infatti paralizzato il dossier dopo la proposta avanzata dal viceministro leghista Federico Freni, alimentando nuovi attriti interni alla coalizione.

Ma è soprattutto la crisi nel Mediterraneo a dominare il confronto politico. Tutte le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza sono state intercettate dalle forze israeliane in acque internazionali e condotte nel porto di Porto di Ashdod. Tra i fermati figurano 29 cittadini italiani, tra cui anche il deputato Angelo Bonelli Carotenuto.

Secondo la portavoce italiana della missione, Maria Elena Delia, durante il blitz sarebbero stati esplosi proiettili di gomma contro alcune delle imbarcazioni coinvolte, compresa quella battente bandiera italiana. La vicenda ha provocato immediate reazioni politiche in Italia.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha incaricato l’ambasciatore italiano in Israele, Luca Ferrari, di chiedere formalmente alle autorità israeliane garanzie sulla sicurezza e sul trattamento dei cittadini italiani trattenuti.

Durissima la reazione delle opposizioni. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha parlato di “sequestro illegale a mano armata” contro civili inoffensivi, chiedendo un intervento immediato del governo italiano per ottenere la liberazione degli attivisti. Sulla stessa linea anche Laura Boldrini, che ha accusato l’esecutivo di non adottare misure concrete contro Israele, invocando lo stop alla vendita di armi e la sospensione dell’accordo di associazione tra Unione Europea e Israele.

Nel frattempo, la Global Sumud Flotilla ha annunciato che almeno 87 partecipanti alla missione hanno iniziato uno sciopero della fame per protestare contro quello che definiscono un “rapimento illegale” avvenuto in acque internazionali. In un messaggio diffuso su Telegram, l’organizzazione ha chiesto ai governi europei di condannare apertamente l’operazione israeliana e di intervenire per il rilascio immediato dei fermati.

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