«Trovati un avvocato». Dopo le midterm, i Democratici puntano sugli affari di Trump
«Trovati un avvocato». È il messaggio che i Democratici hanno rivolto a Donald Trump dopo la vittoria alle elezioni di metà mandato. Con il nuovo equilibrio al Congresso, il partito punta ad avviare una serie di inchieste sui rapporti tra le decisioni dell’amministrazione e gli interessi economici del presidente, dei suoi familiari e dei suoi alleati. Le accuse di corruzione erano già al centro della campagna elettorale. In diversi sondaggi il tema figurava tra le principali preoccupazioni degli elettori, subito dopo il carovita.
Gli affari della famiglia Trump
Uno dei filoni riguarda il ruolo dei familiari del presidente nei rapporti con governi stranieri. La Trump Organization, guidata da Eric Trump, ha siglato accordi commerciali in Paesi che hanno interessi diretti nella politica estera americana. Le ricostruzioni giornalistiche hanno sollevato interrogativi anche sulle attività di Jared Kushner, genero del presidente, per la sovrapposizione tra il suo ruolo nei negoziati diplomatici e i suoi interessi privati. Il punto che i Democratici intendono chiarire è se l’accesso ai governi stranieri, favorito dagli incarichi pubblici, abbia procurato vantaggi economici alla famiglia.
Criptovalute, regali e grazie presidenziali
Secondo le stime citate nelle ricostruzioni giornalistiche, nel 2025 Trump avrebbe ricavato circa 2,2 miliardi di dollari dalle sue attività economiche. Almeno 1,4 miliardi sarebbero riconducibili alle criptovalute, secondo quanto riportato dal Guardian. A sollevare interrogativi è anche la decisione della Securities and Exchange Commission, l’autorità di vigilanza sui mercati statunitensi, di sospendere una causa per frode contro un miliardario che aveva investito nelle iniziative del presidente nel settore.
La deputata democratica Rosa DeLauro ha raccolto in un dossier diversi casi di possibile conflitto d’interessi. Tra questi figurano il jet di lusso offerto dal Qatar e un’operazione da due miliardi di dollari che ha coinvolto una società legata alla famiglia reale degli Emirati Arabi Uniti e l’attività nel settore delle criptovalute delle famiglie Trump e Witkoff. L’operazione ha preceduto il via libera statunitense alla fornitura di chip avanzati agli Emirati. Tra gli altri casi segnalati ci sono grazie presidenziali concesse dopo operazioni economiche favorevoli alla famiglia Trump e appalti che coinvolgono imprese sostenute da persone vicine al presidente.
La risposta della Casa Bianca
La Casa Bianca nega l’esistenza di conflitti d’interesse e respinge l’accusa di aver concesso grazie presidenziali in cambio di investimenti. Le commissioni del Congresso dovranno chiarire se, nei casi segnalati, ci sia stato un legame tra le operazioni private e le decisioni dell’amministrazione. Intanto i Democratici cercheranno di tenere insieme i due temi che hanno segnato la campagna elettorale, chiedendo conto degli affari della cerchia presidenziale mentre il costo della vita continua a pesare sui bilanci delle famiglie americane.
Gli affari della famiglia Trump
Uno dei filoni riguarda il ruolo dei familiari del presidente nei rapporti con governi stranieri. La Trump Organization, guidata da Eric Trump, ha siglato accordi commerciali in Paesi che hanno interessi diretti nella politica estera americana. Le ricostruzioni giornalistiche hanno sollevato interrogativi anche sulle attività di Jared Kushner, genero del presidente, per la sovrapposizione tra il suo ruolo nei negoziati diplomatici e i suoi interessi privati. Il punto che i Democratici intendono chiarire è se l’accesso ai governi stranieri, favorito dagli incarichi pubblici, abbia procurato vantaggi economici alla famiglia.
Criptovalute, regali e grazie presidenziali
Secondo le stime citate nelle ricostruzioni giornalistiche, nel 2025 Trump avrebbe ricavato circa 2,2 miliardi di dollari dalle sue attività economiche. Almeno 1,4 miliardi sarebbero riconducibili alle criptovalute, secondo quanto riportato dal Guardian. A sollevare interrogativi è anche la decisione della Securities and Exchange Commission, l’autorità di vigilanza sui mercati statunitensi, di sospendere una causa per frode contro un miliardario che aveva investito nelle iniziative del presidente nel settore.
La deputata democratica Rosa DeLauro ha raccolto in un dossier diversi casi di possibile conflitto d’interessi. Tra questi figurano il jet di lusso offerto dal Qatar e un’operazione da due miliardi di dollari che ha coinvolto una società legata alla famiglia reale degli Emirati Arabi Uniti e l’attività nel settore delle criptovalute delle famiglie Trump e Witkoff. L’operazione ha preceduto il via libera statunitense alla fornitura di chip avanzati agli Emirati. Tra gli altri casi segnalati ci sono grazie presidenziali concesse dopo operazioni economiche favorevoli alla famiglia Trump e appalti che coinvolgono imprese sostenute da persone vicine al presidente.
La risposta della Casa Bianca
La Casa Bianca nega l’esistenza di conflitti d’interesse e respinge l’accusa di aver concesso grazie presidenziali in cambio di investimenti. Le commissioni del Congresso dovranno chiarire se, nei casi segnalati, ci sia stato un legame tra le operazioni private e le decisioni dell’amministrazione. Intanto i Democratici cercheranno di tenere insieme i due temi che hanno segnato la campagna elettorale, chiedendo conto degli affari della cerchia presidenziale mentre il costo della vita continua a pesare sui bilanci delle famiglie americane.

