Il decreto Sicurezza entra in vigore: tutte le novità dal governo Meloni
Entra ufficialmente in vigore oggi il nuovo decreto Sicurezza, firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento, fortemente voluto dal governo Meloni, introduce un ampio pacchetto di misure che toccano vari ambiti, dalla sicurezza pubblica alla gestione delle manifestazioni, dalle carceri alla cannabis light, passando per migranti, forze dell’ordine e lotta al terrorismo. Vediamo nel dettaglio le principali novità.
Più tutele per le forze dell’ordine
Il decreto introduce aggravanti per i reati di violenza, minaccia o resistenza a pubblico ufficiale, con pene più severe se commessi contro agenti di polizia giudiziaria o pubblica sicurezza. Le pene aumentano ulteriormente se l’obiettivo è impedire la realizzazione di infrastrutture strategiche come quelle per energia, trasporti o telecomunicazioni. Inoltre, viene istituito il reato di lesioni personali a un agente “nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni”.
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Manifestazioni e blocchi stradali: pene più dure
Bloccare strade durante proteste o cortei diventa reato: chi lo fa rischia da un mese a sei anni di carcere, a seconda della gravità e del numero di persone coinvolte. Vengono introdotte pene per chi deturpa beni pubblici (carcere fino a tre anni e multe fino a 12mila euro in caso di recidiva) e per chi organizza o partecipa a rivolte nelle carceri, anche in forma non violenta.
Migranti: basta il documento per ottenere una SIM
Per acquistare SIM telefoniche, i migranti extra-UE non dovranno più presentare un permesso di soggiorno, ma sarà sufficiente un documento di riconoscimento. I commercianti che non rispetteranno la norma rischiano la chiusura dell’attività fino a 30 giorni.
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Nuove misure antiterrorismo
Nasce il reato di detenzione di materiale con finalità terroristica: fino a 6 anni di carcere per chi possiede o diffonde istruzioni sull’uso di armi, esplosivi o agenti chimici per compiere atti terroristici. Viene rafforzato anche il monitoraggio online, con pene più severe per chi promuove contenuti terroristici.
Più poteri ai servizi segreti
I servizi di intelligence avranno più margini di manovra, anche se le amministrazioni pubbliche non saranno obbligate a collaborare. Resta comunque la tutela della privacy dei cittadini. Le attività sotto copertura degli agenti nei gruppi terroristici saranno legalmente coperte.
Stop alla cannabis light
Scatta il divieto totale su cannabis light: non si potranno più importare, lavorare, vendere o spedire infiorescenze di canapa, equiparate alla cannabis normale. Le pene arrivano fino a sei anni di carcere e 77mila euro di multa. Sono previste eccezioni per usi agricoli legati alla produzione di semi.
Novità per le detenute incinte
Viene eliminato l’obbligo automatico di posticipare la pena per le detenute incinte o con figli sotto l’anno di età. Sarà il giudice a decidere, caso per caso, se rinviare o meno l’esecuzione della pena.
Bodycam e armi private per gli agenti
Gli agenti potranno richiedere l’uso di bodycam durante il servizio e nei luoghi di custodia. Inoltre, sarà consentito il possesso di armi private anche fuori servizio, senza necessità di licenza.
Tutela legale per gli agenti indagati
Lo Stato coprirà fino a 10mila euro di spese legali per ogni fase del processo penale in caso di agenti indagati per fatti legati al servizio. Il rimborso sarà revocato solo in caso di condanna con dolo o grave negligenza.
Stretta su infrazioni stradali
Chi non si ferma allo stop della polizia rischia ora sanzioni più severe, con sospensione della patente da 15 a 30 giorni in caso di recidiva.
Nuovo reato: occupazione abusiva di immobili
L’occupazione abusiva diventa reato penale, punito con il carcere da due a sette anni. Il decreto introduce una procedura accelerata per il reintegro dell’immobile occupato, in particolare se si tratta dell’unica abitazione del denunciante.
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Pene più dure per borseggi e truffe agli anziani
Aggravata anche la pena per chi truffa gli anziani: da due a sei anni di carcere, con multe fino a 3mila euro. È previsto anche l’arresto in flagranza.

