Israele bombarda l’ospedale Battista a Gaza: “Pazienti costretti a evacuare, morti in strada”
Un nuovo bombardamento israeliano ha colpito l’Ospedale al-Ahli Arab, noto anche come Ospedale Battista, nel cuore di Gaza City, provocando l’interruzione delle sue attività e costringendo alla fuga pazienti, medici e personale sanitario. Secondo le autorità sanitarie locali, almeno tre pazienti – tra cui un giovane dipendente dall’ossigeno – sono morti durante l’evacuazione forzata ordinata dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF) prima dell’attacco. Il raid, avvenuto nella notte tra sabato e domenica delle Palme, ha distrutto il pronto soccorso, l’ingresso principale dell’ospedale e una struttura fondamentale per la fornitura di ossigeno ai pazienti in terapia intensiva. L’ospedale era uno degli ultimi ancora operativi nel nord della Striscia di Gaza, un’area ormai devastata da mesi di conflitto. Testimoni e medici raccontano scene drammatiche: pazienti intubati e feriti gravi portati in strada in condizioni disperate. “Siamo stati costretti a evacuare in pochi minuti,” ha raccontato un medico dell’ospedale. “Non c’erano ambulanze, né barelle. Alcuni malati sono morti per strada. È stato orribile.”
L’ufficio stampa del governo di Hamas ha condannato duramente l’attacco, parlando di “un altro crimine orribile” compiuto da Israele. Secondo quanto riferito, l’ospedale ospitava centinaia di pazienti e personale sanitario al momento del bombardamento. Il raid sull’ospedale fa parte di una nuova fase dell’offensiva israeliana, che ha visto intensificarsi le operazioni militari su tutta la Striscia. Nelle ultime ore, l’IDF ha anche bloccato l’accesso alla città di Rafah, nel sud, e ordinato nuovi sfollamenti a Khan Younis e nel campo profughi di Nuseirat, dopo l’intercettazione di tre razzi lanciati da Gaza. L’Onu ha definito la Striscia una “zona di morte post-apocalittica”, mentre il Segretario Generale António Guterres ha denunciato: “Gaza è stata trasformata in un campo di sterminio. Le porte dell’orrore si sono riaperte.” L’attacco all’Ospedale Battista rappresenta uno dei momenti più gravi del conflitto in corso, mentre la comunità internazionale assiste con crescente sgomento a una crisi umanitaria che non accenna a fermarsi. Mentre si parla di nuovi negoziati per il rilascio degli ostaggi e alcuni leader occidentali – tra cui Emmanuel Macron – rilanciano la possibilità del riconoscimento dello Stato palestinese, la situazione sul terreno continua a peggiorare.
L’ufficio stampa del governo di Hamas ha condannato duramente l’attacco, parlando di “un altro crimine orribile” compiuto da Israele. Secondo quanto riferito, l’ospedale ospitava centinaia di pazienti e personale sanitario al momento del bombardamento. Il raid sull’ospedale fa parte di una nuova fase dell’offensiva israeliana, che ha visto intensificarsi le operazioni militari su tutta la Striscia. Nelle ultime ore, l’IDF ha anche bloccato l’accesso alla città di Rafah, nel sud, e ordinato nuovi sfollamenti a Khan Younis e nel campo profughi di Nuseirat, dopo l’intercettazione di tre razzi lanciati da Gaza. L’Onu ha definito la Striscia una “zona di morte post-apocalittica”, mentre il Segretario Generale António Guterres ha denunciato: “Gaza è stata trasformata in un campo di sterminio. Le porte dell’orrore si sono riaperte.” L’attacco all’Ospedale Battista rappresenta uno dei momenti più gravi del conflitto in corso, mentre la comunità internazionale assiste con crescente sgomento a una crisi umanitaria che non accenna a fermarsi. Mentre si parla di nuovi negoziati per il rilascio degli ostaggi e alcuni leader occidentali – tra cui Emmanuel Macron – rilanciano la possibilità del riconoscimento dello Stato palestinese, la situazione sul terreno continua a peggiorare.

