Gaza, Meloni non condanna Netanyahu e non richiama l’ambasciatore: scontro in aula con l’opposizione
*Di fronte a una situazione sempre più drammatica a Gaza, la premier Giorgia Meloni durante il question time alla Camera ha espresso critiche alle recenti scelte del governo israeliano ma si è fermata un passo prima della condanna esplicita. La decisione di non richiamare l’ambasciatore italiano da Israele ha scatenato la dura reazione delle opposizioni.”
Durante il premier time di ieri a Montecitorio, il conflitto in Medio Oriente è entrato con forza nel dibattito politico italiano. Sollecitata da un’interrogazione dell’Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affrontato il tema dell’operazione militare israeliana a Gaza, evitando però una condanna diretta dell’operato del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
“Non condividiamo le recenti proposte del governo israeliano”, ha detto Meloni, riferendosi all’ipotesi di un’occupazione permanente della Striscia e al possibile trasferimento forzato della popolazione palestinese. Tuttavia, ha precisato che il governo italiano non intende ritirare l’ambasciatore da Tel Aviv, sottolineando la necessità di mantenere “un dialogo aperto, franco, se necessario anche critico”. Secondo Meloni, l’attacco del 7 ottobre da parte di Hamas rappresenta un disegno preciso “che puntava all’isolamento” di Israele e che non può essere ignorato. “Non è stato Israele a iniziare le ostilità”, ha ribadito la premier, pur riconoscendo la gravità della situazione umanitaria a Gaza, da lei definita “sempre più drammatica e ingiustificabile”.
Durissima la reazione del deputato di AVS Angelo Bonelli, autore dell’interrogazione parlamentare. “Sono inorridito dalla sua ipocrisia”, ha affermato rivolgendosi direttamente alla premier. “Non ha avuto il coraggio di condannare i fatti criminali che stanno accadendo. Ma lei, da madre, come si sente a vedere 18.000 bambini uccisi?” Bonelli ha citato alcune delle dichiarazioni più controverse di Netanyahu e dei suoi ministri, tra cui quella sull’intenzione di distruggere le case palestinesi e colpire depositi alimentari. Ha anche ricordato l’uccisione del dodicenne Mohammed Bardawill, testimone di un’esecuzione sommaria di medici da parte dell’esercito israeliano. “Di fronte a tutto questo – ha accusato – non è riuscita a esprimere una parola di condanna”. Meloni ha difeso la scelta di mantenere le relazioni diplomatiche con Israele, affermando che l’obiettivo dell’Italia resta “lavorare a un quadro politico e di sicurezza regionale” che consenta una de-escalation e apra la strada alla soluzione dei due Stati. “Resto convinta – ha dichiarato – che occorra partire dal piano di ricostruzione proposto dai Paesi arabi”.
Durante il premier time di ieri a Montecitorio, il conflitto in Medio Oriente è entrato con forza nel dibattito politico italiano. Sollecitata da un’interrogazione dell’Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affrontato il tema dell’operazione militare israeliana a Gaza, evitando però una condanna diretta dell’operato del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
“Non condividiamo le recenti proposte del governo israeliano”, ha detto Meloni, riferendosi all’ipotesi di un’occupazione permanente della Striscia e al possibile trasferimento forzato della popolazione palestinese. Tuttavia, ha precisato che il governo italiano non intende ritirare l’ambasciatore da Tel Aviv, sottolineando la necessità di mantenere “un dialogo aperto, franco, se necessario anche critico”. Secondo Meloni, l’attacco del 7 ottobre da parte di Hamas rappresenta un disegno preciso “che puntava all’isolamento” di Israele e che non può essere ignorato. “Non è stato Israele a iniziare le ostilità”, ha ribadito la premier, pur riconoscendo la gravità della situazione umanitaria a Gaza, da lei definita “sempre più drammatica e ingiustificabile”.
Durissima la reazione del deputato di AVS Angelo Bonelli, autore dell’interrogazione parlamentare. “Sono inorridito dalla sua ipocrisia”, ha affermato rivolgendosi direttamente alla premier. “Non ha avuto il coraggio di condannare i fatti criminali che stanno accadendo. Ma lei, da madre, come si sente a vedere 18.000 bambini uccisi?” Bonelli ha citato alcune delle dichiarazioni più controverse di Netanyahu e dei suoi ministri, tra cui quella sull’intenzione di distruggere le case palestinesi e colpire depositi alimentari. Ha anche ricordato l’uccisione del dodicenne Mohammed Bardawill, testimone di un’esecuzione sommaria di medici da parte dell’esercito israeliano. “Di fronte a tutto questo – ha accusato – non è riuscita a esprimere una parola di condanna”. Meloni ha difeso la scelta di mantenere le relazioni diplomatiche con Israele, affermando che l’obiettivo dell’Italia resta “lavorare a un quadro politico e di sicurezza regionale” che consenta una de-escalation e apra la strada alla soluzione dei due Stati. “Resto convinta – ha dichiarato – che occorra partire dal piano di ricostruzione proposto dai Paesi arabi”.

