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Cronaca

Femminicidio a Messina: Daniela Zinnanti uccisa dall’ex compagno. Il braccialetto elettronico sarebbe arrivato il giorno dopo

Un altro tragico caso di violenza contro le donne scuote l’Italia. A perdere la vita è Daniela Zinnanti, 50 anni, uccisa con decine di coltellate nella sua abitazione di Messina. A confessare il delitto è stato l’ex compagno Santino Bonfiglio, 67 anni, che si trovava agli arresti domiciliari e che proprio il giorno successivo avrebbe dovuto ricevere il braccialetto elettronico.

Il delitto

L’omicidio è avvenuto nella serata di martedì in via Lombardia, in un quartiere centrale della città siciliana. Daniela Zinnanti viveva da sola. A trovare il corpo della donna è stata la figlia Roberta, 23 anni, preoccupata perché la madre non rispondeva più al telefono. Entrata in casa, la giovane ha fatto la drammatica scoperta: la donna giaceva a terra in una pozza di sangue. La ragazza, incinta di sette mesi, ha avuto un malore ed è stata trasportata d’urgenza al Policlinico della città. Zinnanti lascia anche un altro figlio, di 28 anni.

Il braccialetto elettronico non ancora disponibile

Secondo quanto emerso dalle indagini, Bonfiglio era agli arresti domiciliari dopo la denuncia per lesioni presentata dalla vittima il 5 febbraio. Il giudice per le indagini preliminari aveva disposto anche l’uso del braccialetto elettronico, ma il dispositivo non era disponibile al momento dell’esecuzione della misura. Il braccialetto avrebbe dovuto essere consegnato proprio il giorno successivo all’omicidio. Senza il controllo elettronico, l’uomo è riuscito ad allontanarsi dalla propria abitazione ed è arrivato indisturbato a casa della ex compagna, dove l’ha uccisa.

Un passato di violenze

La relazione tra Daniela Zinnanti e Santino Bonfiglio era segnata da anni di violenze e maltrattamenti. Nel febbraio scorso la donna era stata trovata dalla polizia in condizioni gravissime: tumefatta, coperta di sangue e con ferite alla testa e all’orecchio.Bonfiglio aveva tentato di giustificarsi sostenendo che la compagna fosse caduta perché ubriaca, ma gli investigatori non gli avevano creduto. Per questo motivo era stato posto agli arresti domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico, misura più restrittiva rispetto al precedente divieto di avvicinamento. Nell’ordinanza cautelare il giudice ricordava anche un ammonimento ricevuto dall’uomo nel giugno 2025 dal questore di Messina per maltrattamenti. In un episodio del 30 maggio dello stesso anno Bonfiglio avrebbe colpito la donna con un pugno alla testa facendola cadere a terra, per poi continuare a colpirla con pugni e calci fino a farla svenire.

Il racconto della vittima

Durante le indagini, Daniela Zinnanti aveva raccontato agli inquirenti un vero e proprio calvario fatto di aggressioni, minacce e tentativi di soffocamento. Dopo il 31 maggio 2025 era stata costretta a ricorrere alle cure mediche almeno altre due volte a causa delle violenze subite. In un’occasione, dopo un litigio, Bonfiglio avrebbe preso un coltello dalla cucina puntandoglielo contro e minacciandola di morte.

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