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La proposta di leva militare volontaria del ministro Crosetto: cosa prevede e chi sarebbe coinvolto

Il dibattito sulla leva militare torna ciclicamente in Italia, ma questa volta il governo sembra intenzionato a fare un passo concreto. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato l’arrivo di un disegno di legge che riproporrebbe una forma di servizio militare, non obbligatorio ma volontario, con l’obiettivo di rafforzare la capacità difensiva e di supporto del Paese.

Una riserva nazionale di 10mila volontari

Pur mancando ancora un testo formale, dalle dichiarazioni di Crosetto emerge l’idea di creare una riserva di almeno 10mila persone, richiamabili in caso di emergenze e impegnate in compiti di supporto, non in prima linea.

A farne parte potrebbero essere:

ex guardie giurate,

militari in congedo,

civili con competenze specifiche (ingegneri, medici, tecnici),

giovani interessati a un percorso di formazione.

La riserva opererebbe soprattutto in contesti non combattivi: logistica, aiuto in situazioni di calamità naturali, cooperazione e – in particolare – cybersicurezza, settore su cui il ministero punta con forza.

Già nei mesi scorsi, un documento presentato da Crosetto al Consiglio supremo di Difesa citava la necessità di formare 10-15mila persone in ambito tecnologico, di cui almeno 5mila specializzate nella sicurezza informatica.

I modelli europei: Francia e Germania a confronto

Crosetto ha spiegato che la proposta italiana si ispira ai modelli adottati da Francia e Germania, che negli ultimi anni hanno avviato processi di rafforzamento delle proprie riserve.

In Francia, il presidente Macron ha annunciato il ritorno di un servizio militare volontario di 10 mesi, previsto dal 2026 e rivolto ai diciottenni. Si partirà con 3mila partecipanti, con l’obiettivo di arrivare a 10mila l’anno entro il 2030.

La Germania, invece, sta introducendo un sistema più strutturato:

ogni anno circa 700mila diciottenni saranno invitati a compilare un questionario sulle proprie competenze;

dal 2027 verranno effettuate visite mediche per avere un “censimento” dei possibili idonei;

gli uomini saranno obbligati a partecipare alla procedura di valutazione, le donne no ma saranno incoraggiate a farlo.

Il servizio resta volontario, ma un meccanismo automatico può reintrodurre la coscrizione obbligatoria in caso di gravi emergenze. L’obiettivo è aumentare il numero dei militari da 182mila a 260mila entro il 2035.

Le posizioni politiche: entusiasmo, cautela e critiche

Nella maggioranza, la proposta di Crosetto non trova un sostegno unanime.
Matteo Salvini ha rilanciato la sua storica proposta di una leva obbligatoria di sei mesi per ragazze e ragazzi, da impiegare anche in protezione civile, primo soccorso e volontariato. Una visione però già più volte ridimensionata da Crosetto stesso, che ha ribadito che l’esercito non può essere uno strumento educativo per i giovani.

Più prudente Forza Italia, che con Maurizio Gasparri attende di valutare il testo e ipotizza un sistema simile a quello tedesco, escludendo categoricamente il ritorno alla leva del passato.

Molto critiche invece le opposizioni:

Giuseppe Conte parla di un governo ossessionato da “piani di guerra e riarmo”.

Angelo Bonelli accusa l’esecutivo di voler “mettere la divisa ai giovani”.

Nicola Fratoianni definisce la proposta “incomprensibile”.

Dal PD, Stefano Graziano immagina al massimo una riserva di supporto, ribadendo la preferenza per un esercito composto esclusivamente da professionisti.

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