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Cronaca

Città della scienza distrutta dal fuoco, quali cause?

NAPOLI (di Giuliano Pennacchio) –  Città della Scienza a Napoli è stata distrutta da un incendio, forse di natura dolosa, nella notte tra il 4 e 5 marzo.
L’area andata in fumo è comprensiva di cinque capannoni su sei ed è estesa più di diecimila metri quadrati. I vigili del fuoco hanno riferito che l’incendio ha avuto luogo intorno alle 21.30 di ieri sera e che le fiamme hanno avuto la meglio per la presenza del legno nel centro scientifico. L’incendio ha distrutto anche il server, tanto che molti cittadini che volevano
collegarsi con il sito della cittadella scientifica, non ci sono riusciti. Città della Scienza ha rappresentato il primo esperimento italiano di museo interattivo, di centro di formazione, di avamposto di civiltà e di cultura scientifica nelle periferie deindustrializzate, seguendo l’esempio de la Villette di Parigi.

Città della scienza, incendioL’esperimento napoletano era doppiamente interessante. Il polo scientifico sorgeva dentro
capannoni industriali attigui all’area dell’ex Italsider. La sede situata nella più antica fabbrica della zona, la ex vetreria
“LeFevre”, i cui padiglioni, restituiti all’antico splendore da una fine operazione di restauro, risalgono ai primi dell’ottocento. Un
caso di archeologia industriale, testimonianza delle vicende del un movimento operaio napoletano e flegreo, che ha scritto la storia della democrazia del nostro Paese, insieme ad una capacità di innovazione e di ricerca.

Città della Scienza, dal 1997 era anche sede della manifestazione Futuro Remoto, che ha sempre avuto come obiettivo la promozione di momenti di riflessione tra civiltà contemporanea e la ricerca scientifica e tecnologica. L’ultima edizione della manifestazione si era svolta il 3 marzo ed è stata dedicata al fenomeno del bradisismo, con uno Science show sui vulcani e con visite guidate sulle fumarole della Solfatara flegrea.

Il Science Centre era il punto di forza di Città della Scienza. La sua realizzazione ha rappresentato la nascita del primo museo
scientifico interattivo in Italia, incentrato completamente su percorsi esperienziali con oltre 10.000 m² di area espositiva,
laboratori didattici, aree per mostre temporanee. Rivolto alle scuole, alle famiglie, con l’obiettivo di stimolare nel visitatore la voglia di capire i fenomeni scientifici attraverso una metodologia innovativa. I visitatori venivano coinvolti nella sperimentazione diretta dei fenomeni scientifici presenti in natura e nella vita quotidiana, erano invitati a riprodurre ed analizzare i fenomeni, a porsi domande e cercare risposte nelle aree espositive, nelle mostre, nei laboratori e nelle tante attività scientifiche che si svolgevano.

A rischio il futuro dei 160 dipendenti, mentre si susseguono appelli e prese di posizione per una rapida ricostruzione della Cittadella. S’ipotizza l’organizzazione di un grande evento musicale da tenere sulle spiagge dell’arenile di Bagnoli.

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