AfD vince in Sassonia-Anhalt: cosa può succedere ora in Germania e in Europa
La netta vittoria di Alternative für Deutschland alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt apre uno scenario senza precedenti nella Germania del dopoguerra. Con il 43,8% dei consensi e 39 seggi, AfD è diventata la prima forza politica del Land e potrebbe guidare il primo governo regionale tedesco presieduto dall’estrema destra dalla fine della Seconda guerra mondiale.
Il risultato assume particolare rilievo anche per la natura della sezione locale del partito, classificata dalle autorità tedesche come organizzazione estremista. In seguito a questa valutazione, la magistratura ha stabilito che iscritti e militanti riconosciuti non possano detenere legalmente armi da fuoco. Tra i collaboratori più vicini al candidato presidente Ulrich Siegmund figurano inoltre ex militanti di un’organizzazione neonazista sciolta dalle autorità.
Segregazione scolastica, remigrazione e milizie civili
AfD si è presentata alle elezioni senza attenuare le proprie posizioni più radicali. Tra i punti maggiormente discussi del programma figurano la separazione scolastica degli studenti con disabilità cognitive e dei figli di richiedenti asilo e rifugiati, oltre all’introduzione di politiche di “remigrazione” estese anche ai cittadini ucraini accolti in Germania.
Il partito ha proposto anche la creazione di una milizia civile da affiancare alle forze di polizia e l’introduzione di programmi culturali finalizzati a valorizzare quelli che definisce i “valori tedeschi”.
Nel mirino è finito persino il patrimonio del Bauhaus, una delle più importanti avanguardie artistiche e culturali del Novecento, già perseguitata dal regime nazista. Il programma contiene inoltre misure per la famiglia contrarie alle culture e agli “stili di vita” ritenuti responsabili della denatalità, suscitando forti preoccupazioni tra le associazioni per i diritti delle persone LGBTQ+.
Affluenza record e voto contro i partiti tradizionali
L’elevata partecipazione alle urne conferma la portata del successo dell’estrema destra. AfD è riuscita a mobilitare una parte dell’elettorato che in passato aveva scelto l’astensione, ottenendo consensi significativi anche tra i giovani, soprattutto tra gli uomini chiamati a votare per la prima volta.
Il risultato rappresenta un’adesione al programma dell’estrema destra, ma anche un voto di protesta contro la CDU, che ha governato quasi ininterrottamente la Sassonia-Anhalt dalla riunificazione tedesca.
Nel Land dell’ex Germania orientale continua infatti a pesare la sfiducia nei confronti dell’establishment politico, accusato di non avere mantenuto le promesse economiche e sociali legate alla riunificazione. Disuguaglianze territoriali, insicurezza economica e percezione di marginalità hanno creato un terreno favorevole alla crescita della proposta identitaria e nazionalista di AfD.
AfD non ha la maggioranza: decisivo il ruolo di BSW
La vittoria elettorale non garantisce però ad AfD la possibilità di governare da sola. I 39 seggi conquistati dal partito non sono sufficienti per raggiungere la maggioranza assoluta.
Anche un’eventuale coalizione tra CDU, SPD e Verdi, sostenuta esternamente dalla sinistra radicale, non sembrerebbe disporre dei numeri necessari. La formazione Bündnis Sahra Wagenknecht, entrata nel parlamento regionale superando di pochi decimali la soglia del 5%, potrebbe quindi diventare determinante.
Un accordo tra AfD e BSW consentirebbe a Ulrich Siegmund di assumere la guida del Land. La leader nazionale di AfD, Alice Weidel, ha aperto a questa possibilità, mentre Siegmund ha mantenuto una posizione più prudente.
Il candidato ha dichiarato di non temere un eventuale ritorno alle urne, sostenendo che in caso di nuove elezioni AfD potrebbe superare il 50% dei consensi.
Le conseguenze per il governo Merz
Il voto indebolisce anche il governo federale e il cancelliere Friedrich Merz. Il successo dell’estrema destra arriva in una fase nella quale Berlino è impegnata in un vasto programma di riarmo e punta a ricostruire il più grande esercito convenzionale del continente europeo.
La prospettiva di un Land governato da AfD rende più delicata la gestione della sicurezza nazionale. Alcuni deputati del partito sono stati accusati al Bundestag e al Parlamento europeo di avere trasmesso alla Russia informazioni sensibili.
Pochi giorni prima del voto, Merz aveva attribuito al Cremlino la responsabilità della presenza di droni carichi di esplosivo presso l’aeroporto di Lipsia. L’eventuale ingresso di AfD nel governo regionale potrebbe quindi sollevare interrogativi sull’accesso alle informazioni istituzionali e sulla collaborazione tra autorità federali e locali.
I rapporti con Mosca e gli equilibri europei
Il risultato della Sassonia-Anhalt potrebbe avere conseguenze anche sui rapporti tra Unione europea e Russia. AfD è contraria alle sanzioni contro Mosca, critica il sostegno militare all’Ucraina e contesta l’attuale linea strategica europea.
La vittoria è stata accolta con favore da diversi esponenti della destra internazionale. Le congratulazioni alla leadership del partito sono arrivate, tra gli altri, dal presidente statunitense Donald Trump, da Matteo Salvini, dalla leader francese Marine Le Pen e dai vertici del partito spagnolo Vox.
Il voto potrebbe inoltre rappresentare la prima tappa di un più ampio spostamento a destra dell’Europa in vista delle importanti elezioni previste nel 2027 in Francia, Spagna e Italia.
La preoccupazione delle minoranze
Oltre alle conseguenze politiche e internazionali, resta l’incertezza per le persone che potrebbero essere direttamente interessate dalle proposte di AfD.
In Sassonia-Anhalt vivono decine di migliaia di cittadini di origine straniera, richiedenti asilo e rifugiati. Preoccupazioni analoghe riguardano le persone LGBTQ+, le famiglie con figli disabili e quanti temono che le misure annunciate durante la campagna elettorale possano tradursi in atti amministrativi e provvedimenti legislativi.
La formazione del prossimo governo regionale chiarirà se AfD riuscirà a trovare gli alleati necessari e fino a che punto potrà applicare il proprio programma. La Germania entra intanto in una fase politica inesplorata, nella quale saranno decisive la tenuta delle istituzioni democratiche e la capacità dei partiti tradizionali di rispondere alle ragioni sociali che hanno alimentato l’avanzata dell’estrema destra.
Foto di copertina: Ulrich Siegmund durante la campagna elettorale a Magdeburgo, 28 luglio 2026. Foto di Roy Zuo/Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0.
Il risultato assume particolare rilievo anche per la natura della sezione locale del partito, classificata dalle autorità tedesche come organizzazione estremista. In seguito a questa valutazione, la magistratura ha stabilito che iscritti e militanti riconosciuti non possano detenere legalmente armi da fuoco. Tra i collaboratori più vicini al candidato presidente Ulrich Siegmund figurano inoltre ex militanti di un’organizzazione neonazista sciolta dalle autorità.
Segregazione scolastica, remigrazione e milizie civili
AfD si è presentata alle elezioni senza attenuare le proprie posizioni più radicali. Tra i punti maggiormente discussi del programma figurano la separazione scolastica degli studenti con disabilità cognitive e dei figli di richiedenti asilo e rifugiati, oltre all’introduzione di politiche di “remigrazione” estese anche ai cittadini ucraini accolti in Germania.
Il partito ha proposto anche la creazione di una milizia civile da affiancare alle forze di polizia e l’introduzione di programmi culturali finalizzati a valorizzare quelli che definisce i “valori tedeschi”.
Nel mirino è finito persino il patrimonio del Bauhaus, una delle più importanti avanguardie artistiche e culturali del Novecento, già perseguitata dal regime nazista. Il programma contiene inoltre misure per la famiglia contrarie alle culture e agli “stili di vita” ritenuti responsabili della denatalità, suscitando forti preoccupazioni tra le associazioni per i diritti delle persone LGBTQ+.
Affluenza record e voto contro i partiti tradizionali
L’elevata partecipazione alle urne conferma la portata del successo dell’estrema destra. AfD è riuscita a mobilitare una parte dell’elettorato che in passato aveva scelto l’astensione, ottenendo consensi significativi anche tra i giovani, soprattutto tra gli uomini chiamati a votare per la prima volta.
Il risultato rappresenta un’adesione al programma dell’estrema destra, ma anche un voto di protesta contro la CDU, che ha governato quasi ininterrottamente la Sassonia-Anhalt dalla riunificazione tedesca.
Nel Land dell’ex Germania orientale continua infatti a pesare la sfiducia nei confronti dell’establishment politico, accusato di non avere mantenuto le promesse economiche e sociali legate alla riunificazione. Disuguaglianze territoriali, insicurezza economica e percezione di marginalità hanno creato un terreno favorevole alla crescita della proposta identitaria e nazionalista di AfD.
AfD non ha la maggioranza: decisivo il ruolo di BSW
La vittoria elettorale non garantisce però ad AfD la possibilità di governare da sola. I 39 seggi conquistati dal partito non sono sufficienti per raggiungere la maggioranza assoluta.
Anche un’eventuale coalizione tra CDU, SPD e Verdi, sostenuta esternamente dalla sinistra radicale, non sembrerebbe disporre dei numeri necessari. La formazione Bündnis Sahra Wagenknecht, entrata nel parlamento regionale superando di pochi decimali la soglia del 5%, potrebbe quindi diventare determinante.
Un accordo tra AfD e BSW consentirebbe a Ulrich Siegmund di assumere la guida del Land. La leader nazionale di AfD, Alice Weidel, ha aperto a questa possibilità, mentre Siegmund ha mantenuto una posizione più prudente.
Il candidato ha dichiarato di non temere un eventuale ritorno alle urne, sostenendo che in caso di nuove elezioni AfD potrebbe superare il 50% dei consensi.
Le conseguenze per il governo Merz
Il voto indebolisce anche il governo federale e il cancelliere Friedrich Merz. Il successo dell’estrema destra arriva in una fase nella quale Berlino è impegnata in un vasto programma di riarmo e punta a ricostruire il più grande esercito convenzionale del continente europeo.
La prospettiva di un Land governato da AfD rende più delicata la gestione della sicurezza nazionale. Alcuni deputati del partito sono stati accusati al Bundestag e al Parlamento europeo di avere trasmesso alla Russia informazioni sensibili.
Pochi giorni prima del voto, Merz aveva attribuito al Cremlino la responsabilità della presenza di droni carichi di esplosivo presso l’aeroporto di Lipsia. L’eventuale ingresso di AfD nel governo regionale potrebbe quindi sollevare interrogativi sull’accesso alle informazioni istituzionali e sulla collaborazione tra autorità federali e locali.
I rapporti con Mosca e gli equilibri europei
Il risultato della Sassonia-Anhalt potrebbe avere conseguenze anche sui rapporti tra Unione europea e Russia. AfD è contraria alle sanzioni contro Mosca, critica il sostegno militare all’Ucraina e contesta l’attuale linea strategica europea.
La vittoria è stata accolta con favore da diversi esponenti della destra internazionale. Le congratulazioni alla leadership del partito sono arrivate, tra gli altri, dal presidente statunitense Donald Trump, da Matteo Salvini, dalla leader francese Marine Le Pen e dai vertici del partito spagnolo Vox.
Il voto potrebbe inoltre rappresentare la prima tappa di un più ampio spostamento a destra dell’Europa in vista delle importanti elezioni previste nel 2027 in Francia, Spagna e Italia.
La preoccupazione delle minoranze
Oltre alle conseguenze politiche e internazionali, resta l’incertezza per le persone che potrebbero essere direttamente interessate dalle proposte di AfD.
In Sassonia-Anhalt vivono decine di migliaia di cittadini di origine straniera, richiedenti asilo e rifugiati. Preoccupazioni analoghe riguardano le persone LGBTQ+, le famiglie con figli disabili e quanti temono che le misure annunciate durante la campagna elettorale possano tradursi in atti amministrativi e provvedimenti legislativi.
La formazione del prossimo governo regionale chiarirà se AfD riuscirà a trovare gli alleati necessari e fino a che punto potrà applicare il proprio programma. La Germania entra intanto in una fase politica inesplorata, nella quale saranno decisive la tenuta delle istituzioni democratiche e la capacità dei partiti tradizionali di rispondere alle ragioni sociali che hanno alimentato l’avanzata dell’estrema destra.
Foto di copertina: Ulrich Siegmund durante la campagna elettorale a Magdeburgo, 28 luglio 2026. Foto di Roy Zuo/Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0.

