Allarme droni in Danimarca: sorvoli sulla base militare di Karup e sugli aeroporti dello Jutland
Nuovo allarme droni in Danimarca. Nella serata di venerdì 27 settembre uno o due velivoli non identificati sono stati avvistati sopra e nei pressi della base militare di Karup, la più grande del Paese. L’episodio, confermato dalla polizia locale, si è protratto per alcune ore, senza che i droni venissero intercettati o abbattuti.
Secondo le autorità danesi, si tratta dell’ennesimo episodio in una serie di incursioni aeree che negli ultimi giorni hanno interessato aeroporti civili e installazioni militari nello Jutland, portando alla chiusura temporanea dello spazio aereo e alla deviazione di diversi voli. Gli avvistamenti sono cominciati mercoledì sera, con la comparsa di droni sull’aeroporto di Aalborg. Nelle ore successive gli episodi si sono moltiplicati: Esbjerg, Sønderborg, la base militare di Skrydstrup – dove sono di stanza i caccia F-35 – e l’aeroporto di Billund, il secondo del Paese. La polizia e i servizi segreti danesi stanno indagando sulla tipologia dei droni e sulla loro provenienza. Il ministro della Difesa, Troels Lund Poulsen, ha ammesso le difficoltà operative: «È stato autorizzato l’intervento contro i droni, ma il rischio di caduta su aree civili ci impedisce di neutralizzarli facilmente. Al momento non possiamo escludere altre incursioni».
Secondo Poulsen, i velivoli sarebbero stati lanciati da zone vicine al territorio danese, ipotesi che escluderebbe un’origine remota. Mercoledì e giovedì diversi voli, inclusi collegamenti SAS, Norwegian e KLM, sono stati dirottati o cancellati. Domenica scorsa anche gli scali di Copenaghen e Oslo erano stati temporaneamente chiusi a causa della presenza di droni di grandi dimensioni. La vicenda si inserisce in un clima di crescente tensione in Europa settentrionale. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha attribuito la responsabilità a Mosca, mentre la Russia ha definito le accuse “infondate”.
L’allerta arriva a pochi giorni dal vertice Ue che si terrà a Copenaghen, con la partecipazione di alti funzionari comunitari. Le autorità danesi hanno già annunciato una revisione dei piani di sicurezza, con il possibile coinvolgimento di rinforzi esterni. «La popolazione deve sapere che stiamo facendo tutto il possibile per proteggere il nostro spazio aereo e le nostre infrastrutture», ha dichiarato la polizia, che ha definito la serie di episodi un vero e proprio “attacco ibrido”, volto a destabilizzare la sicurezza del Paese.
Secondo le autorità danesi, si tratta dell’ennesimo episodio in una serie di incursioni aeree che negli ultimi giorni hanno interessato aeroporti civili e installazioni militari nello Jutland, portando alla chiusura temporanea dello spazio aereo e alla deviazione di diversi voli. Gli avvistamenti sono cominciati mercoledì sera, con la comparsa di droni sull’aeroporto di Aalborg. Nelle ore successive gli episodi si sono moltiplicati: Esbjerg, Sønderborg, la base militare di Skrydstrup – dove sono di stanza i caccia F-35 – e l’aeroporto di Billund, il secondo del Paese. La polizia e i servizi segreti danesi stanno indagando sulla tipologia dei droni e sulla loro provenienza. Il ministro della Difesa, Troels Lund Poulsen, ha ammesso le difficoltà operative: «È stato autorizzato l’intervento contro i droni, ma il rischio di caduta su aree civili ci impedisce di neutralizzarli facilmente. Al momento non possiamo escludere altre incursioni».
Secondo Poulsen, i velivoli sarebbero stati lanciati da zone vicine al territorio danese, ipotesi che escluderebbe un’origine remota. Mercoledì e giovedì diversi voli, inclusi collegamenti SAS, Norwegian e KLM, sono stati dirottati o cancellati. Domenica scorsa anche gli scali di Copenaghen e Oslo erano stati temporaneamente chiusi a causa della presenza di droni di grandi dimensioni. La vicenda si inserisce in un clima di crescente tensione in Europa settentrionale. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha attribuito la responsabilità a Mosca, mentre la Russia ha definito le accuse “infondate”.
L’allerta arriva a pochi giorni dal vertice Ue che si terrà a Copenaghen, con la partecipazione di alti funzionari comunitari. Le autorità danesi hanno già annunciato una revisione dei piani di sicurezza, con il possibile coinvolgimento di rinforzi esterni. «La popolazione deve sapere che stiamo facendo tutto il possibile per proteggere il nostro spazio aereo e le nostre infrastrutture», ha dichiarato la polizia, che ha definito la serie di episodi un vero e proprio “attacco ibrido”, volto a destabilizzare la sicurezza del Paese.

