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“Voci Svelate”, ai Girolamini risuonano le musiche sacre di Gaetano Veneziano

Un patrimonio musicale rimasto per secoli custodito tra le mura di un monastero femminile torna a vivere nel cuore del centro storico partenopeo. Venerdì 27 febbraio alle ore 19, presso il Complesso monumentale e Biblioteca dei Girolamini, si terrà il concerto inaugurale di “Voci Svelate”, progetto dedicato alle composizioni sacre di Gaetano Veneziano.

Il programma propone musiche scritte tra la fine del Seicento e i primi anni del Settecento per le monache del Conservatorio dello Spirito Santo di Napoli. Le opere provengono dal Fondo Musicale dei Gerolamini (raccolta AMCO 200), che conserva ben 19 manoscritti autografi del compositore, preziosa testimonianza della vivacità musicale dei monasteri femminili napoletani tra Sei e Settecento.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Antonella Cucciniello, direttrice del Complesso dei Girolamini, Antonio Florio, direttore della Cappella Neapolitana – ensemble specializzato nel repertorio napoletano di età moderna – il musicologo Dinko Fabris, Elisa Novi Chavarria dell’Università del Molise e Mariavaleria Mininni dell’Università della Basilicata. La direzione del concerto è affidata al Maestro Florio.

“Voci Svelate” inaugura un programma di iniziative congiunte volte alla valorizzazione del patrimonio musicale e archivistico delle istituzioni coinvolte e dell’intero centro storico cittadino. L’iniziativa rientra nel Protocollo d’Intesa “Il Miglio della memoria”, una rete composta da 18 istituzioni culturali napoletane attive nell’area dei tre decumani, che custodiscono complessivamente oltre due milioni di volumi e circa 120 chilometri lineari di documentazione.

Tra i promotori figura la Fondazione Banco di Napoli, ente di diritto privato senza scopo di lucro che raccoglie l’eredità storica del Banco di Napoli e sostiene progetti nei settori della cultura, della ricerca e dell’innovazione sociale. Cuore identitario della Fondazione è l’Archivio Storico del Banco di Napoli, riconosciuto dall’UNESCO nel programma “Memory of the World”, che conserva oltre 80 chilometri lineari di documenti.

Le composizioni in programma testimoniano l’intensa attività musicale del Conservatorio dello Spirito Santo, istituito nel 1564 e impegnato anche nella formazione, con particolare attenzione all’insegnamento del canto. I manoscritti riportano esplicitamente la destinazione dei brani “per le SS.re Monache dello Spirito Santo” e tramandano i nomi di alcune esecutrici: Suor Eugenia, Suor Camilla Fasano, Suor Elena Starace, Suor Gioseppa Conti e Suor Rosa Mancini. Le musiche rivelano una scrittura vocale di notevole impegno tecnico, comparabile per qualità e complessità a quella sviluppata in altre istituzioni musicali italiane coeve.

Fondato nel 1586 dai Padri dell’Oratorio di San Filippo Neri, il Complesso dei Girolamini custodisce uno dei più rilevanti archivi musicali italiani di età moderna, con circa 6.500 documenti, e rappresenta una tappa centrale dell’itinerario barocco napoletano.

Il concerto del 27 febbraio segna l’avvio di un percorso di ricerca e valorizzazione destinato a proseguire con ulteriori appuntamenti, arricchiti anche dai documenti conservati nell’Archivio Storico del Banco di Napoli, in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania, la Fondazione Gianfranco Dioguardi e Apogeo ETS. Un’iniziativa che riporta alla luce non solo musiche dimenticate, ma anche le voci e le storie di donne che, tra clausura e talento, contribuirono in modo significativo alla grande tradizione musicale napoletana.

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