(Video) Marcia antirazzista a Napoli
(Servizio e Video: Daniela Giordano – Montaggio: Carlo Maria Alfarano)
Il primo marzo Napoli non ha disatteso le aspettative, regalando al corteo di manifestanti contro il razzismo – nella Giornata Internazionale contro le discriminazioni agli immigrati, al terzo appuntamento quest’anno – una prima calda giornata di primavera.
Una folla di oltre trecento persone, tra italiani e stranieri, s’è presentata a Piazza Garibaldi per sfilare fino a Piazza del Plebiscito, passando per Corso Umberto – davanti l’Università Federico II che ha atteso all’ingresso con un grande striscione di sostegno -, la Prefettura di via Medina e Piazza Municipio. Un corteo sostenuto da diverse sigle: il Forum Antirazzista della Campania, la Rete Commons, la cooperativa Dedalus, Alex Zanotelli, l’associazione senegalese, Scuola di Pace e Garibaldi 101, il Comitato Ambulanti Italiani e i Radicali, unico movimento politico partecipante.
Tutti uniti in questa marcia a protestare la mancanza di diritti per l’immigrato, a contestare la Bossi-Fini, la presenza dei Cie in Italia, la sovrattassa sul permesso di soggiorno, il principio dello jus soli, per offrire una cittadinanza ai figli nati in questo paese, contro la repressione degli ambulanti e contro ogni forma di precarietà di un welfare praticamente inesistente.
Tutti uniti, fianco a fianco, con qualcosa di giallo addosso: una spilla, un nastro, un palloncino, o un segno in viso. Un unico colore che dominasse la scena, a simboleggiare la neutralità e apartiticità dell’iniziativa. Un colore realmente dominante, in senso cromatico, che non ha bisogno di altri colori per rendersi visibile e che tutti associamo al benessere generato da una calda giornata di sole.
E proprio in questo Napoli non ha deluso, offrendo forse il primo miglior sole dell’anno e facendoci dimenticare il freddo e la neve di solo poche settimane fa.
Una giornata tutto sommato colorata, sotto ogni profilo: nel nitido cielo blu, nelle scritte di cartelli e striscioni, nei sorrisi della gente che componeva il corteo. Bianchi e neri che hanno camminato a braccetto, suonando e cantando ritmi tribali, trasmettendo allegria nonostante tutto.
Nonostante le condizioni disperate in cui normalmente versano e che quei volti, semmai, dovrebbero soltanto ingrigire.
