Notizie dall'Italia e dal mondo

Primo Piano

(Video) Giggin Vitton CAP, la controregata dell’America’s Cup

(Servizio: Daniela Giordano – Video: Carlo Maria Alfarano)

Era dallo scorso Settembre che il Comitato BA.FU.CA Anema Flegrea aveva deciso di organizzare la contro-regata tenutasi a Bagnoli lo scorso sabato 31 marzo.

Giggin Vitton Cap – Coppa America dei Poveri è stato il nome dato alla manifestazione, un po’ per canzonare la Louis Vitton America’s Cup, quella ufficiale che si terrà nei prossimi giorni sul litorale di Mergellina, ma soprattutto per contestare l’abbandono del territorio da parte delle istituzioni. Le regate preliminari, per le selezioni alla Coppa America ufficiale di vela, avrebbero dovuto svolgersi qui e sarebbero state l’occasione, attesa da trent’anni ormai, per bonificare la zona dell’ex Italsider, riconvertirla e restituirla ai cittadini.

Invece, si è preferito spostarla in Via Caracciolo, perché ritenuta impossibile in tempi brevi. Impossibile ricomporre un equilibrio ambientale e rilanciare un turismo che negli anni ’50 e ’60 era florido. Pensionati membri dell’Associazione Arcipesca, che insieme ad altre della zona flegrea e non solo si sono unite all’evento, hanno ricordato quanto fosse un fiore all’occhiello all’epoca questo pezzetto di costa e quanto folto fosse il viavai di gente nel periodo di villeggiatura. Nulla che i nostri giovani occhi possano aver mai visto e averne memoria. Solo un quartiere periferico che tale continuerà a rimanere nei prossimi giorni, quando le telecamere del mondo della vela saranno puntate sulla “centrale” Mergellina.

Questo il senso dell’evento. Concentrarsi su un’area abbandonata dalle istituzioni, aprendo un forum di dialogo, nel tentativo di trovare una risoluzione ai problemi. Il tutto però alla maniera tipica napoletana, in allegria. Organizzando una regata con gommoni da spiaggia e qualsiasi altro mezzo di fortuna. E, soprattutto, cercando di barare il più possibile. Una giornata vissuta goliardicamente e conclusa la sera da un bel concerto di Enzo Gragnaniello. D’altra parte, è quanto ci è stato trasmesso dai migliori maestri del teatro napoletano: ridere anche sulle peggiori tragedie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.