Arte, il direttore del Louvre: “Gioconda mai chiesta in prestito da musei italiani”
ROMA (di Sarah Bozzaotra) – La ‘Gioconda’ di Leonardo da Vinci, custodita, al Louvre potra’ mai essere concessa in prestito all’Italia? “Non abbiamo mai ricevuto una richiesta formale da nessun museo, tutt’al piu’ si tratta di iniziative private”. A rispondere cosi’ e’ il direttore del museo Parigino, Hanri Loyrette, in un’intervista a ‘la Repubblica’, in occasione della presentazione della mostra dedicata alla ‘Sant’anna’ di Leonardo appena restaurata. “Gli specialisti, anche italiani, sono d’accordo nel dire che la ‘Gioconda’ non puo’ viaggiare. E’ un dipinto estremamente fragile, esce dalla sua vetrina climatizzata e protetta solo una volta l’anno, per permettere di esaminare il suo stato di salute”, spiega Loyrette.
Nel mio tour turistico non è ovviamente mancata l’ennesima visita al grande museo e l’ammirazione di fronte alla visione di tutte le opere accolte dallo stesso. Da cittadina italiana si può solo constatare la “supremazia strategica” di quel piccolo-grande uomo dell’imperatore Napoleone nel capire da subito che il vero impoverimento di uno Stato è nella sottrazione della cultura e di ciò che ne costituisce una testimonianza. Percorrere le lunghe navate del Louvre le cui pareti sono tutte tappezzate da capolavori di altre popolazioni, della loro memoria storica e culturale, produce un senso di fastidio fisico, di rabbia e di non accettazione.Ora c’è da dire che in qualità di turista visitatrice e appassionata di arte con velleità di futura collezionista alla lettura del suindicato comunicato sul dichiarato disinteresse degli italiani a richiedere in concessione la Gioconda da parte del direttore del Louvre – tal Monsieur Hanri Loyrette – il mio senso patriottico ha sentito l’esigenza di questa nota.Essere “rimproverati da chi ci ha depauperati gravemente appriopiandosi di un’opera di valore inestimabile e addirittura ricevere delle critiche sul fatto che non la chiediamo in prestito quando poi è stato tempestivamente spiegato dagli specialisti italiani che la ‘Gioconda’ non puo’ viaggiare per motivi di conservazione perché è un dipinto estremamente fragile che quindi viene estratto dalla sua vetrina climatizzata e protetta una sola volta l’anno- tutto ciò mi costringe a fare discorsi di basso profilo sociale e antropologico sul modo di sentire l’arte per i francesi l’arte è un trofeo oggi trasformato in un prolifico business, per noi italiani è un senso congenito, nato con la nostra storia e partorito dagli eventi che hanno caratterizzato questo Paese e che ci appartiene in ogni sua manifestazione senza alcun necessario intento lucrativo e comunque non ci serviamo di capolavori esteri per avere pletore di visitatori nelle nostre città.Siamo gli autori della nostra ricchezza artistica..condizione rara allo stato attuale e per questo motivo ci suona strano sentirci criticati da chi non puo’ rivendicare alcun diritto di paternità ma solo mercenario possesso.
