Notizie dall'Italia e dal mondo

Primo Piano

Vademecum di mamma Isa, continua il carnevale

NAPOLI (di Isabella Forte Nele) – Siamo arrivati al primo piatto, al piatto che più degli altri caratterizza un pranzo.A Carnevale è lecito osare, lasciarsi andare a qualche peccato di gola che, in fondo, farà male al colesterolo, ma sicuramente non al morale.Una buona lasagna, dunque, in compagnia di amici è il meglio per il periodo.Vorrei con le parole, riuscire a trasmettere il profumo che pervade la cucina e la casa intera, quando è ultimata la cottura di una lasagna…Siamo sufficientemente affamati, quindi, procediamo.

CarnevaleConsiglio di preparare le sfoglie qualche giorno prima e di conservarle o in frigo o nel congelatore, ben separate tra loro con fogli di carta forno.Per una lasagna taglia sei persone, impasto 200 g di semola di grano duro con 300 g di farina 0, 5 uova intere (oppure 3 albumi e 50 g di acqua) e un cucchiaio di olio extra vergine di oliva. Faccio riposare l’impasto morbido ed elastico ottenuto per mezz’ora, poi, con la macchinetta per la pasta o il matterello, stendo la pasta e la taglio in quadrati. Come condimento preparo un ragù classico e ricco. A parte appronto, con 400 g di macinato misto maiale-manzo, piccole polpette (consiglio di tritare con la mollica di pane che occorre, foglie di basilico fresco). Le friggo e le tengo da parte. Mentre faccio ultimare la cottura del ragù,comincio a cuocere, in una pentola dove ho fatto bollire acqua con la giusta quantità di sale e due cucchiai di olio, poche sfoglie alla volta, per qualche minuto. Su di un canovaccio, lascio asciugare le sfoglie cotte. Sono pronta per sistemarle in una pirofila, alternando strati di pasta a polpettine, ricotta romana (700 g basteranno), provola (200 g) fiordilatte (200 g) a cubetti e mestoli di saporito ragù. A piacere posso spolverizzare con parmigiano o formaggio romano grattugiati.In forno per 15 minuti a 200° con preriscaldamento.

Ed anche il primo è pronto.Adesso un brevissimo consiglio. “A tavola non si invecchia mai” è ancora più vero se, tra una portata e l’altra, tra una risata, un ricordo ed una parola, intratteniamo, con garbo e senza troppa invadenza, gli ospiti. Il pranzo scivolerà ancora più simpaticamente e il calore del convivio è assicurato. Provate a coinvolgere i commensali, per esempio, col vecchio gioco della nave;io padrona di casa faccio salire sulla mia nave solo chi porta con sé cose adeguate. Passerà il pranzo in allegria per scoprire l’arcano. Alla mia tavola potranno salire sulla nave, per esempio, solo coloro i quali avranno al seguito Imbuti, Iris, Indici, Isole ecc. ecc. Ci siete arrivati tutti? Ci vediamo alla prossima puntata!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.