Udc apre a maggioranza, ”ma ci apsettiamo fatti”

ROMA – “Se vogliono cambiare ci siederemo al tavolo ma ci aspettiamo fatti”. Lo ha detto il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini parlando all’assemblea nazionale del partito. “La condizione – ha precisato Casini – è che si cambi davvero: non ci piace la Lega e non ci fidiamo delle promesse di Berlusconi”. “Non possiamo consentirci – ha detto ancora Casini – di stare in riva al fiume perché il cadavere che vedremo passare non è quello di Berlusconi ma quello del Paese”. Il leader dell’Udc ha spiegato che nel partito: “Non abbiamo fretta di andare a governare: se siamo stati all’opposizione per due anni è perché non condividiamo la politica degli spot”. Secondo Casini serve “un governo di armistizio, di responsabilità e di solidarietà nazionale. Per tre-quattro anni bisognerebbe non pensare a chi vince le elezioni ma governare facendo anche scelte impopolari”. La proposta di un governo di armistizio viene respinta anche dal sottosegretario all’Attuazione del programma Daniela Santanche’ che su Radio Popolare, afferma: ”Il governo di armistizio proposto dal leader dell’Udc non ci interessa assolutamente, il governo e’ uno solo: quello che e’ attualmente in carica, guidato da Berlusconi. O continua questo governo o l’alternativa piu’ giusta e’ andare a votare subito”.
Critiche a Casini arrivano anche da Dario Franceschini. Su Repubblica il presidente dei deputati democratici spiega che le mosse di Udc e Fli degli ultimi giorni, che, dice, ”non preoccupano” il Pd, anche se ”non ci piacciono e noi non ci comporteremmo nello stesso modo”. Per il presidente dei deputati democratici ”il sistema politico potra’ essere composto e ricomposto solo dopo l’uscita di scena del premier”, e finche’ c’e’ Berlusconi ”il rientro nel centrodestra” di Fini e Casini ”e’ impraticabile” perche’ ”vorrebbe dire rinnegare il cammino degli ultimi anni e degli ultimi mesi”. Le ”mosse tattiche”, ripete, ”non sono apprezzate da parte nostra. Ma le condizioni poste da Casini, rottura con la Lega e dimissioni al buio di Berlusconi, sono inaccettabili per il centrodestra”.
