Trasporti in Campania, riapre la Consulta dopo otto anni
Articoli
Dopo otto anni di inattività, la Regione Campania riattiva la Consulta regionale per la Mobilità e riporta al centro del dibattito pubblico uno dei temi più critici per cittadini e territori: il trasporto pubblico. La riunione, che si è svolta presso l’auditorium della Regione, ha segnato il primo vero momento partecipativo della giunta guidata da Roberto Fico, insediatasi lo scorso dicembre 2025.
All’incontro hanno preso parte oltre 120 delegati tra associazioni di categoria, comitati di pendolari, rappresentanti sindacali e amministrazioni locali. Un segnale chiaro della necessità diffusa di riaprire un dialogo diretto tra istituzioni e utenti, dopo anni in cui le criticità del sistema venivano denunciate soprattutto attraverso social network, segnalazioni informali e ricorsi.
A guidare i lavori il vicepresidente della giunta regionale, Mario Casillo, che ha sottolineato l’importanza di un confronto senza filtri: «Vogliamo ascoltare direttamente chi utilizza ogni giorno il trasporto pubblico. Solo così è possibile comprendere davvero le problematiche e intervenire in modo efficace».
Nel corso dell’incontro sono emerse numerose criticità. Tra le principali, la soppressione di corse, in particolare nei giorni festivi, la scarsa accessibilità delle infrastrutture, le difficoltà legate all’intermodalità e l’aumento dei costi del carburante che incide anche sul trasporto marittimo, come nel caso dei traghetti.
Non meno rilevante il tema del divario territoriale. Se da un lato l’attenzione dell’esecutivo si è concentrata finora sulle difficoltà dell’EAV – l’ente che gestisce linee cruciali come Circumvesuviana, Cumana e Circumflegrea – dall’altro è emersa con forza la situazione delle aree interne, sempre più isolate e penalizzate da una rete di trasporti insufficiente.
Emblematico il caso segnalato dalla provincia di Salerno, dove l’associazione pendolari ha denunciato l’assenza del servizio domenicale Sita da circa tredici anni. Una mancanza che incide pesantemente sulla vita quotidiana dei cittadini, limitando spostamenti per lavoro, cure sanitarie e attività essenziali.

