Terremoto nel Tirreno meridionale: scossa di magnitudo 5.9 avvertita in gran parte d’Italia
Una scossa di terremoto di magnitudo 5.9 è stata registrata nella notte nel Tirreno meridionale, con epicentro in mare nei pressi di Capri. Il sisma, sebbene avvenuto a grande profondità, è stato chiaramente avvertito lungo la costa tirrenica della Campania e in numerose altre aree della penisola italiana.
Secondo le analisi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), un evento di questa intensità rappresenta un fenomeno relativamente raro per questa porzione di territorio, ma rientra comunque nei processi geologici che caratterizzano il Mar Tirreno meridionale.
Gli esperti spiegano che l’origine del terremoto è legata alla presenza, nel mantello terrestre, di uno slab di litosfera oceanica che da milioni di anni sta lentamente sprofondando sotto il Tirreno. Questo processo avviene nelle cosiddette zone di subduzione: quando la litosfera oceanica, più densa rispetto a quella continentale, scivola verso il basso all’interno del mantello terrestre, può generare tensioni e fratture profonde nella crosta. Proprio queste dinamiche possono produrre terremoti anche molto intensi, pur avendo epicentri situati a notevoli profondità sotto il fondale marino.
È quanto accaduto durante la scossa registrata nella notte, la cui profondità ha contribuito a far sì che il sisma fosse percepito su un’area molto vasta. Nonostante l’epicentro in mare e a grande profondità, il movimento tellurico è stato infatti avvertito distintamente non solo a Capri e lungo gran parte della costa tirrenica meridionale, ma anche in regioni molto distanti.
L’INGV ha reso noto che sono già oltre 130 i questionari compilati dagli utenti attraverso la piattaforma online “Hai sentito il terremoto?”, il sistema di raccolta delle segnalazioni della popolazione. Le testimonianze arrivano da un’area ampia della penisola, con segnalazioni che spaziano dalla Sicilia fino alla Lombardia.
Al momento non risultano segnalazioni di danni significativi a persone o edifici, ma l’evento è stato percepito chiaramente da molti cittadini, soprattutto nei piani alti degli edifici e nelle zone costiere. Gli esperti sottolineano che terremoti profondi come questo tendono generalmente a provocare meno danni rispetto a quelli superficiali, proprio perché l’energia sismica si disperde maggiormente prima di raggiungere la superficie.
Secondo le analisi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), un evento di questa intensità rappresenta un fenomeno relativamente raro per questa porzione di territorio, ma rientra comunque nei processi geologici che caratterizzano il Mar Tirreno meridionale.
Gli esperti spiegano che l’origine del terremoto è legata alla presenza, nel mantello terrestre, di uno slab di litosfera oceanica che da milioni di anni sta lentamente sprofondando sotto il Tirreno. Questo processo avviene nelle cosiddette zone di subduzione: quando la litosfera oceanica, più densa rispetto a quella continentale, scivola verso il basso all’interno del mantello terrestre, può generare tensioni e fratture profonde nella crosta. Proprio queste dinamiche possono produrre terremoti anche molto intensi, pur avendo epicentri situati a notevoli profondità sotto il fondale marino.
È quanto accaduto durante la scossa registrata nella notte, la cui profondità ha contribuito a far sì che il sisma fosse percepito su un’area molto vasta. Nonostante l’epicentro in mare e a grande profondità, il movimento tellurico è stato infatti avvertito distintamente non solo a Capri e lungo gran parte della costa tirrenica meridionale, ma anche in regioni molto distanti.
L’INGV ha reso noto che sono già oltre 130 i questionari compilati dagli utenti attraverso la piattaforma online “Hai sentito il terremoto?”, il sistema di raccolta delle segnalazioni della popolazione. Le testimonianze arrivano da un’area ampia della penisola, con segnalazioni che spaziano dalla Sicilia fino alla Lombardia.
Al momento non risultano segnalazioni di danni significativi a persone o edifici, ma l’evento è stato percepito chiaramente da molti cittadini, soprattutto nei piani alti degli edifici e nelle zone costiere. Gli esperti sottolineano che terremoti profondi come questo tendono generalmente a provocare meno danni rispetto a quelli superficiali, proprio perché l’energia sismica si disperde maggiormente prima di raggiungere la superficie.

