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Tasse truccate, la finanza all’Università

Università Federico II di Napoli

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) – E’ stato firmato ieri, nella sede del rettorato dell’Università Federico II, il protocollo d’intesa tra Ateneo e guardia di finanza, che permetterà di identificare e, all’occorrenza di punire, gli studenti che ad oggi hanno prodotto autocertificazioni false per ottenere sconti sulle tasse universitarie. L’aumento delle richieste di agevolazioni sui pagamenti delle tasse, da parte degli studenti, ha spinto l’Ateneo a svolgere indagini dettagliate e chiarire la posizione reddituale di alcune delle famiglie degli allievi. Si presume infatti, ma al momento non vi è certezza, che vi sia una molteplicità di certificazioni isee che non abbiano attinenza con le reali condizioni economiche delle famiglie. Tali documentazioni, andrebbero ad ostacolare in modo significativo le attività universitarie: una conseguente riduzione delle risorse, andrebbe a provocare un aumento delle tasse universitarie ostacolando i giovani più indigenti. “L’obiettivo – ha spiegato il rettore Massimo Marrelli – è combattere il problema dell’evasione; in questo modo riusciremo a recuperare le risorse che alcuni studenti hanno ingiustamente sottratto all’università, danneggiando chi realmente ha necessità di agevolazioni; i controlli che attueremo nei prossimi mesi servirà a tutelare gli studenti meno abbienti e soprattutto a veicolare la giustizia tributaria a tutela dei più deboli economicamente”. Tutti gli studenti sono tenuti a presentare i modelli isee ed iseeu entro il 31 marzo, cioè le autocertificazioni reddituali. Una proroga che servirà a integrare notizie patrimoniali, qualora alcuni allievi si fossero resi conto autonomamente di errori commessi nelle loro autocertificazioni presentate a dicembre scorso. Ogni università si avvale infatti di tale documentazione per attestare gli indici di capacità contributiva: tutto ciò a completamento dell’iscrizione e per stabilire i criteri di pagamento. Alle  famiglie meno abbienti viene concessa una cospicua riduzione. Il corpo della guardia di finanza ha deciso di contribuire assiduamente e verificare a campione, ma in modo capillare, i patrimoni familiari degli studenti ed analizzare eventuali incongruenze con la realtà. Da aprile l’inizio delle indagini che si attueranno a largo raggio su buona parte della platea universitaria. “Ciò che otterremo dal recupero dell’evasione – ha chiarito il rettore Marrelli – lo utilizzeremo per abbattere i contributi che pagano gli studenti più poveri”. L’impegno della guardia di finanza sarà dunque quello di controllare la congruità tra l’autocertificazione presentata dallo studente e la dichiarazione dei redditi della famiglia e la verifica di conformità di quest’ultima rispetto al reale reddito percepito. “Il nostro lavoro – ha detto il generale di divisione Giuseppe Mango – sarà quello di garantire una corretta applicazione delle norme per favorire il diritto allo studio individuando dichiarazioni infedeli con cui alcuni studenti potrebbero percepire agevolazioni alle quali non hanno diritto a discapito di universitari provenienti da famiglie meno abbienti”. “Qualora dai controlli emergessero difformità e dolo – ha riferito il generale Mango  – scatteranno denunce per truffa e falso, da cui scaturiranno procedure amministrative di recupero di tutti i risparmi indebitamente ottenuti”. (Il Mattino)

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