Notizie dall'Italia e dal mondo

Cronaca

Suicidi in carcere, due morti in 24 ore: Stefano Argentino si toglie la vita a un mese dal processo

Due suicidi in meno di 24 ore, 52 dall’inizio dell’anno. Il sistema carcerario italiano è di nuovo sotto accusa. Ieri, martedì 6 agosto, Stefano Argentino, reo confesso del femminicidio di Sara Campanella, si è tolto la vita nella sua cella, nel bagno, impiccandosi nel tardo pomeriggio. Era poco più di un mese dall’inizio del processo in cui avrebbe dovuto rispondere del suo crimine. Quando gli agenti penitenziari lo hanno trovato, per lui non c’era già più nulla da fare.

Argentino, sin dal suo arresto, aveva manifestato intenzioni suicide. Per questo motivo era stato sottoposto a regime di alta sorveglianza, una misura di prevenzione che però era stata sospesa pochi giorni fa. A oggi, restano da chiarire i motivi di questa decisione. “Sarà la magistratura a stabilire se ci siano state responsabilità – ha dichiarato a Fanpage.it Lucia Risicato, garante dei detenuti di Messina – ma è evidente che qualcosa non ha funzionato. Passare dalla vigilanza costante all’assimilazione ai detenuti comuni, per una persona in quello stato psicologico, lascia quantomeno sorpresi”.

Il suicidio di Argentino non è un caso isolato. Solo 24 ore dopo, mercoledì 7 agosto, un altro detenuto, un ragazzo marocchino di 23 anni, si è impiccato nel carcere di Ascoli Piceno. Con lui, il bilancio sale a 52 suicidi nei penitenziari italiani dall’inizio del 2025. Due ogni settimana. Uno ogni 3-4 giorni. Una cifra che scuote, ma che, secondo la garante Risicato, non sembra suscitare l’allarme istituzionale necessario: “È un’epidemia, se mi si consente il termine. Un suicidio ogni 48 ore, e sembra quasi che non ci si stupisca più”.

Lucia Risicato ha anche condannato il tono dei commenti sui social, molti dei quali hanno accolto la notizia della morte di Argentino con cinismo o sarcasmo: “C’è una mentalità giustizialista intrisa di populismo penale. Si dimentica che la morte di un essere umano, anche colpevole, resta una tragedia. Argentino ha commesso un crimine orrendo, ne era consapevole, ma si è sottratto al processo e alla possibilità che quella vicenda fosse chiarita anche nel rispetto della verità giudiziaria”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.