Scontro sulla sanità, il ministero stoppa De Luca: «Accuse infondate, rete anziani carente»
Si riaccende lo scontro tra Governo e Regione Campania sul fronte della sanità. Il Ministero della Salute ha respinto la richiesta avanzata dal presidente Vincenzo De Luca di uscire dal Piano di Rientro sanitario, in vigore da anni a causa del disavanzo accumulato nel settore. Nonostante il bilancio regionale risulti formalmente in equilibrio, da Roma arriva un secco no, motivato da “indicatori non rispettati”, soprattutto in ambiti chiave come gli screening oncologici e l’assistenza residenziale per gli anziani.
Una bocciatura che ha innescato la dura reazione del governatore campano, che ha parlato di “delinquenza politica” da parte del Governo. Parole che il Ministero, guidato da Orazio Schillaci, definisce “prive di fondamento” e “lesive del lavoro tecnico congiunto portato avanti da Regione, Mef e Ministero”.
Secondo quanto emerso dall’ultimo tavolo di verifica tra Ministero della Salute e Ministero dell’Economia, riunitosi il 4 agosto, la Campania ha registrato miglioramenti in diversi ambiti – tra cui cure palliative, punti nascita e rete senologica – ma restano gravi criticità. In particolare, il Ministero segnala il mancato raggiungimento delle soglie minime nei programmi di screening mammografico e colon-rettale, oltre a un “grave ritardo” nella copertura della rete residenziale per gli anziani non autosufficienti, che continua a essere la più carente d’Italia.
Il Ministero precisa inoltre che il percorso per uscire dal Piano di Rientro non è soggetto a una procedura formalizzata, ma si basa su due criteri fondamentali: la sostenibilità economica e il pieno rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). “L’uscita dal Piano deve basarsi su indicatori misurabili – sottolineano da Roma – nel rispetto istituzionale e con la tutela concreta della salute dei cittadini campani”.
Pur confermando la mancata uscita dal Piano, il Ministero ha manifestato disponibilità a collaborare con la Regione per una rimodulazione dell’obiettivo relativo alla rete residenziale per anziani, nonché per una dilazione dei tempi del programma operativo, riconoscendo gli sforzi già compiuti. Le dichiarazioni di De Luca hanno alzato ulteriormente il livello dello scontro politico. Ma il Ministero invita a riportare il confronto su un piano istituzionale e tecnico, ricordando che solo una sanità capace di garantire prestazioni uniformi e di qualità può giustificare il superamento del Piano di Rientro.
Una bocciatura che ha innescato la dura reazione del governatore campano, che ha parlato di “delinquenza politica” da parte del Governo. Parole che il Ministero, guidato da Orazio Schillaci, definisce “prive di fondamento” e “lesive del lavoro tecnico congiunto portato avanti da Regione, Mef e Ministero”.
Secondo quanto emerso dall’ultimo tavolo di verifica tra Ministero della Salute e Ministero dell’Economia, riunitosi il 4 agosto, la Campania ha registrato miglioramenti in diversi ambiti – tra cui cure palliative, punti nascita e rete senologica – ma restano gravi criticità. In particolare, il Ministero segnala il mancato raggiungimento delle soglie minime nei programmi di screening mammografico e colon-rettale, oltre a un “grave ritardo” nella copertura della rete residenziale per gli anziani non autosufficienti, che continua a essere la più carente d’Italia.
Il Ministero precisa inoltre che il percorso per uscire dal Piano di Rientro non è soggetto a una procedura formalizzata, ma si basa su due criteri fondamentali: la sostenibilità economica e il pieno rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). “L’uscita dal Piano deve basarsi su indicatori misurabili – sottolineano da Roma – nel rispetto istituzionale e con la tutela concreta della salute dei cittadini campani”.
Pur confermando la mancata uscita dal Piano, il Ministero ha manifestato disponibilità a collaborare con la Regione per una rimodulazione dell’obiettivo relativo alla rete residenziale per anziani, nonché per una dilazione dei tempi del programma operativo, riconoscendo gli sforzi già compiuti. Le dichiarazioni di De Luca hanno alzato ulteriormente il livello dello scontro politico. Ma il Ministero invita a riportare il confronto su un piano istituzionale e tecnico, ricordando che solo una sanità capace di garantire prestazioni uniformi e di qualità può giustificare il superamento del Piano di Rientro.

