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Strage di innocenti a Gaza: almeno 8 bambini uccisi davanti a una clinica

Ancora sangue, ancora morte tra i civili nella Striscia di Gaza. Almeno 15 persone, tra cui otto bambini e diverse donne, sono rimaste uccise in un attacco aereo israeliano che ha colpito un centro medico a Deir al-Balah, nel cuore del territorio palestinese. Le vittime erano in fila per ricevere latte in polvere per i loro figli: un gesto di sopravvivenza diventato tragedia.

Secondo fonti mediche locali, i bambini morti avevano un’età compresa tra i 2 e i 14 anni. Il più piccolo, appena un bambino in fasce, è morto tra le braccia della madre. Il ministero della Salute di Gaza ha confermato che l’attacco ha colpito un’area densamente popolata all’esterno della struttura, gestita da un’organizzazione umanitaria statunitense.

Testimoni oculari hanno raccontato scene di puro orrore. “Improvvisamente, abbiamo sentito il ronzio di un drone e poi un’esplosione assordante. La terra ha tremato sotto i nostri piedi. Tutto si è trasformato in sangue, polvere e urla”, ha dichiarato un uomo presente al momento dell’attacco all’agenzia AFP. Video circolati sui social mostrano corpi insanguinati, bambini feriti distesi a terra, madri disperate che cercano i propri figli tra le macerie.

L’esercito israeliano ha confermato di aver effettuato il raid, sostenendo di aver colpito un presunto militante di Hamas coinvolto negli attacchi del 7 ottobre. In una dichiarazione ufficiale, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno affermato di “rammaricarsi per qualsiasi danno arrecato a civili non coinvolti” e di “operare per ridurre al minimo i danni collaterali”. Ma le parole, ancora una volta, non cancellano le vittime.

L’organizzazione che gestiva la clinica ha condannato l’attacco, definendolo “una palese violazione del diritto internazionale umanitario”. Le leggi di guerra, infatti, tutelano le strutture sanitarie e le persone inermi, soprattutto i bambini.

La situazione umanitaria nella Striscia è drammatica. Secondo Medici Senza Frontiere (MSF), la mortalità infantile tra ottobre 2023 e marzo 2025 è aumentata di dieci volte rispetto ai livelli precedenti il conflitto. Le cause? Fame, disidratazione, malattie infettive e mancanza d’acqua potabile. “Anche tra popolazioni precedentemente sane, mesi di deprivazione assoluta portano a un rapido deterioramento della salute, soprattutto tra bambini e anziani”, ha spiegato Silvia Mancini, epidemiologa e responsabile affari umanitari di MSF.

Nel frattempo, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha concluso la sua visita negli Stati Uniti, dichiarando di aver “raggiunto tutti gli obiettivi prefissati”. Il viaggio, segnato da colloqui incentrati sul programma nucleare iraniano, si è svolto in un clima di tensione crescente e profonda indignazione internazionale per le conseguenze umanitarie del conflitto in corso.

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