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Kiev sotto attacco: due morti e decine di feriti. Cresce la tensione tra Trump e Putin

Una nuova e violenta ondata di attacchi russi ha colpito la capitale ucraina nella notte, provocando la morte di almeno due persone e il ferimento di decine di civili. Missili e droni lanciati da Mosca hanno causato esplosioni per ore in diversi quartieri di Kiev, aggravando ulteriormente la situazione già drammatica della città. Le autorità locali hanno immediatamente lanciato l’allarme a tutta la popolazione, invitando i cittadini a rifugiarsi nei bunker e nelle stazioni della metropolitana, trasformate in ricoveri di fortuna. Molti residenti hanno passato la notte su materassini improvvisati o direttamente sul pavimento, mentre le sirene d’allarme continuavano a suonare.

Secondo quanto riferito dall’amministrazione militare della capitale, i detriti causati dall’intercettazione di droni e missili hanno provocato incendi nei distretti di Solomyansky e Shevchenkivsky, mentre nel quartiere orientale di Darnytsky le fiamme si sono estese a garage e a una stazione di servizio. L’attacco arriva appena 24 ore dopo quello che è stato definito il più massiccio bombardamento dall’inizio del conflitto, scoppiato oltre tre anni fa, e sottolinea una chiara escalation nella strategia militare russa. Le difese aeree ucraine, pur riuscendo a intercettare parte degli ordigni, appaiono sempre più sotto pressione, mentre la popolazione civile vive in uno stato di allerta costante.

Trump alza i toni: “Sanzioni durissime contro Mosca”
Nel frattempo, sul fronte diplomatico, crescono le tensioni tra gli Stati Uniti e la Russia. Il presidente americano Donald Trump, tornato alla Casa Bianca con la promessa di una rapida risoluzione del conflitto, ha radicalmente modificato la propria posizione nei confronti del Cremlino. Dopo aver inizialmente adottato un tono più morbido, in contrasto con la linea dura del suo predecessore Joe Biden, Trump ha recentemente autorizzato la ripresa delle forniture di armi difensive a Kiev e ha attaccato duramente Vladimir Putin, definendo “prive di significato” le dichiarazioni russe sull’intenzione di avviare colloqui di pace.

Il presidente ha inoltre annunciato un nuovo disegno di legge per l’imposizione di sanzioni “estremamente punitive” contro Mosca. Tra le misure previste, dazi fino al 500% sui Paesi che continueranno ad acquistare petrolio, gas, uranio e altre materie prime dalla Russia.

A margine del vertice ASEAN in corso a Kuala Lumpur, il segretario di Stato americano Marco Rubio incontrerà oggi il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Si tratta del secondo incontro diretto tra i due leader in un clima diplomatico sempre più teso. Secondo fonti della Casa Bianca, Washington cercherà di far pressione su Mosca per ottenere una de-escalation del conflitto, ma non sono attesi sviluppi significativi a breve termine.

Il Cremlino, dal canto suo, ha cercato di smorzare i toni, dichiarando che la Russia rimane “calma” di fronte alle minacce e che Mosca “continuerà a lavorare per ricucire un rapporto rotto con gli Stati Uniti”. Un segnale positivo sul fronte diplomatico arriva invece da Roma, dove l’inviato speciale del presidente Trump per l’Ucraina, Keith Kellogg, ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’incontro è stato definito “sostanziale” dal governo ucraino, a testimonianza che i canali tra Kyiv e Washington restano attivi, nonostante la gravità della situazione sul campo.

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