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Il centrodestra torna avanti, ma cresce la sfiducia nel governo

Dopo una fase di entusiasmo legata anche al risultato del referendum, il quadro politico italiano torna a riequilibrarsi. Secondo l’ultimo sondaggio di Termometro Politico, il centrodestra recupera terreno e si riporta in vantaggio sul cosiddetto “campo largo”, complice una flessione delle principali forze di opposizione.

Il partito più forte resta Giorgia Meloni con Fratelli d’Italia, stabile al 29,2%. Nonostante le difficoltà delle ultime settimane, il dato conferma una base elettorale solida. Anche Forza Italia si mantiene all’8%, mentre la Lega di Matteo Salvini risale al 7,6%, recuperando parte del terreno perso.

Nel campo del centrodestra si segnala anche la presenza di nuove realtà come il movimento guidato da Roberto Vannacci, accreditato del 3,4%, che continua a rappresentare un elemento di disturbo per gli equilibri interni alla coalizione. Complessivamente, il centrodestra raggiunge il 45,8% dei consensi.

Sul fronte opposto, il centrosinistra registra una leggera battuta d’arresto. Il Partito Democratico guidato da Elly Schlein scende al 22%, mentre il Movimento 5 Stelle si attesta al 12,1%. Anche Alleanza Verdi-Sinistra cala al 6,2%.

Le forze centriste completano il quadro: Italia Viva di Matteo Renzi è al 2,4%, +Europa all’1,8%, mentre Azione di Carlo Calenda si mantiene al 3%. Sommando tutte le componenti, il campo largo arriva al 44,5%, restando quindi sotto di circa un punto e mezzo rispetto al centrodestra.

Nonostante il vantaggio nei sondaggi, il governo guidato da Giorgia Meloni continua a registrare livelli di fiducia piuttosto bassi. Solo il 26,7% degli italiani dichiara di avere “molta” fiducia nella premier, mentre il totale dei giudizi positivi non raggiunge il 40%. Al contrario, oltre la metà degli intervistati (52,2%) afferma di non avere alcuna fiducia.

Interessante anche il confronto ipotetico con Marina Berlusconi: il 35,8% preferirebbe comunque Meloni alla guida del governo, ma la maggioranza assoluta degli elettori (53,7%) dichiara di non volere nessuna delle due.

Infine, emerge un dato politico significativo: lo scontento diffuso non si traduce in una richiesta di elezioni anticipate. Il 64,8% degli italiani si dice contrario al voto prima della fine naturale della legislatura, mentre solo il 30,4% si dichiara favorevole.

Il quadro che emerge è quindi complesso: il centrodestra torna in vantaggio, ma senza un vero entusiasmo popolare, mentre il centrosinistra rallenta dopo una fase positiva. In mezzo, un elettorato sempre più critico, ma anche sempre più prudente rispetto a possibili scossoni istituzionali.

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