Scoperto il libro contabile dei boss. Dieci arresti nel clan Di Lauro
NAPOLI – Nel libro contabile del clan di Lauro c’era tutto: le entrate e le uscito dei colpi: un giro di oltre 2 milioni di euro al mese, con un introito per la cosca di Secondigliano di 800 mila euro netti al mese. Ma c’erano anche voci minori come il costo della lavanderia o del meccanico. Dieci provvedimenti di fermo a carico di altrettanti esponenti di spicco del clan Di Lauro sono stati eseguiti da carabinieri del Nucleo Investigativo e del Ros di Napoli. Il decreto, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, formula a vario titolo accuse di associazione per delinquere di tipo mafioso e di traffico, detenzione e spaccio di stupefacenti.
I fermati sono alcuni tra gli affiliati di maggiore spessore del clan incaricati della gestione delle attività illecite, nonchè favoreggiatori della latitanza di Marco Di Lauro, il capo clan, tra i 30 ricercati più pericolosi d’Italia.
Tra le varie voci, gli stipendi agli affiliati, detenuti in carcere, circa 2.000 euro a testa. Ogni entrata e ogni uscita era registrata come fanno le migliori aziende, quelle legali, senza trucchi e senza inganni, in ossequio agli ordini impartiti dal capo dell’azienda ovvero il capocamorra, in questo caso Marco Di Lauro, il figlio del boss rimasto ancora libero. (Repubblica)
