San Francesco ,ovvero il piacere del digiuno
NAPOLI (di Isabella Forte Nele) – E continuando il nostro viaggio nella cucina del tempo, dovevamo fermarci per un attimo nella cucina di san Francesco, il santo per antonomasia,il patrono d’Italia. Cosa mangiava questo grande santo?
Si è spesso ritenuto che fosse vegetariano, come molti grandi mistici, che si nutrisse dunque di frutta, legumi, minestre, insomma che evitasse accuratamente di mangiare la carne di quelli da Lui considerati fratelli. In realtà, si ha notizia che, quando veniva ricevuto da nobili ed invitato a lauti banchetti, Egli assaggiasse poco, ma di tutto.Una volta avvicinatosi alla tavola dei suoi ospiti, Francesco mangiava il poco che gli serviva per sostenersi e poi rovesciava nel suo grembo, magari per conservare e dare ai più sfortunati. Per il santo non andava sprecata l’occasione di cibarsi, non era opportuno rifiutare il cibo, che è grazia di Dio. Pare, comunque, che Egli praticò spesso il digiuno, rinunciando ad ogni tipo di alimento.
A questo punto potremmo aprire una tavola rotonda, un dibattito o un confronto per cercare di capire la necessità, fortemente sentita dai grandi asceti, di privarsi del cibo. Certamente per i credenti, il digiuno rappresenta un momento da dedicare a Dio, un tentativo di avvicinarsi a Lui, ignorando i bisogni del corpo e curando, almeno temporaneamente, solo quelli dell’anima. Anche ai non credenti, però, una giornata di digiuno, lontani dalle tentazioni del cibo, farebbe bene: per apprezzare e gustare di più tutto ciò che possiamo portare sulle nostre tavole, per ripulirci dall’interno,nutrendoci, per un solo giorno, di freschissima acqua. Il dibattito è aperto. Intanto, magari il mercoledì delle ceneri, potremmo provare per un solo giorno a mangiare semplicemente una fetta di pane, rigorosamente fatto con il lievito madre, e condito con un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva, il tutto accompagnato da bicchieri di acqua. Chissà che, questa specie di digiuno, non aiuti a ritrovare noi stessi..Prosit!
