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Federmeccanica lancia un sos: “Abbiamo perso 200mila posti”

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo – Il Mattino) – Federmeccanica incontra gli industriali e le sezioni territoriali di categoria per approfondire tematiche di interesse per il settore, in una fase di profondi cambiamenti, che includono anche il sistema delle relazioni industriali.

Federmeccanica (a sinistra Storchi)
Federmeccanica (a sinistra Storchi)

Sono 4mila e 400 le aziende associate a Napoli e quasi 9mila in Campania, motivo in più per il quale necessitano politiche adeguate per incentivare il settore che vive momenti di alta crisi. L’attenzione è rivolta al nuovo governo che deve incentivare innanzitutto il lavoro ed adottare politiche per il sud: “Guardiamo con interesse il governo Renzi – dice Fabio Storchi, il presidente nazionale di Federmeccanica – e ci aspettiamo che si parta da subito con le riforme; l’idea di aprire nuovi cantieri è un buon inizio”. “Cantierare le attività” di ricostruzione dell’edilizia scolastica significa aprire le porte a nuovi lavori e nell’immediato è importante sostenere il settore con idee innovative. “Al Governo stiamo chiedendo il rilancio della domanda interna – continua – ed abbiamo bisogno di ridare fiducia al Paese”. Secondo Storchi “le nuove sfide, soprattutto al Sud, sono legate all’ammodernamento, l’innovazione e al rinnovamento della cultura delle relazioni industriali in chiave globale, ed “alcune delle cose che il nuovo premier – aggiunge – vanno nella direzione da noi auspicata e corrispondono al manifesto degli imprenditori piemontesi per dire al Governo che le imprese stanno affrontando una situazione di criticità. Senza provvedimenti immediati difficilmente il nostro paese potrà sopravvivere”. L’invito è quello di chiedere interventi urgenti, entro 12 mesi, per un rilancio dell’economia perché “se la ripresa dovesse tardare,  rischieremmo di trovarci senza industria”, conclude. Nel Sud tra il 2007 e il 2013 si è registrata una caduta verticale del pil, pari a 43,7 miliardi di euro. Ciò malgrado, l’industria manifatturiera meridionale, di cui il settore metalmeccanico è uno dei più rappresentativi, annovera tuttora più di un milione e trecentomila addetti. “E’ un patrimonio produttivo che va difeso, consolidato e rilanciato – dice Simona Capasso, Presidente della sezione Industria Metalmeccanica dell’Unione Industriali di Napoli – e per farlo, occorrono strategie locali integrate con le direttrici di politica industriale nazionali. E’ quindi giusto puntare sulle aggregazioni territoriali ed extraterritoriali, su reti d’impresa non necessariamente limitate al territorio, sulla ricerca di sinergie atte a sviluppare massa critica per aggredire i mercati internazionali, dove le imprese del Sud in particolare sono presenti ancora in misura non pari alle loro potenzialità”. Secondo Capasso “serve un dialogo ancora più forte tra livelli nazionali, comunitari e territoriali”, cioè un coordinamento che possa sinergicamente mettere basi solide.  “Siamo la seconda sezione per numero di addetti – spiega – con 146 aziende iscritte e 115 mila operatori, quindi è importante creare delle sinergie extraterritoriali e confrontandoci possiamo dare alle aziende un valore aggiunto per affrontare i nostri competitor anche a livello internazionale”. Al momento la soluzione sembrerebbe ricercarsi nel diminuire la burocrazia ed aumentare infrastrutture materiali e immateriali, la qualità dei servizi e diminuire i tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni. 

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